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eBooks editi da Newton Compton di Formato Epub Saggistica

EBOOK   9788854155251

Storici latini: Cesare, Cornelio Nepote, Sallustio, Svetonio, Tacito. Testo latino a fronte. Ediz. integrali. E-book. Formato EPUB Giulio Caio Cesare   -  Newton Compton, 2013  - 

La guerra gallica, La guerra civile • Vite degli uomini illustri • La congiura di Catilina, La guerra contro Giugurta, Storie • Vita dei Cesari • Annali, Storie, La Germania, Vita di Agricola, Dialogo degli oratoriA cura di F. Casorati, C. Conti, G.D. Mazzocato, L. Storoni Mazzolani, M.P. VigoritiEdizioni integrali con testo latino a fronteSono raccolte in questo volume le opere degli autori che meglio seppero descrivere e interpretare le vicende della più grande potenza civile e militare del mondo antico nel momento del suo culmine. Il De bello gallico e il De bello civile di Gaio Giulio Cesare sono considerati, oltre che testi fondamentali dal punto di vista storico, due gioielli di equilibrio e di eleganza letteraria; Cornelio Nepote, grande amico di Cicerone e Catullo, affidò alle biografie di re, condottieri, poeti greci e latini del De viris illustribus la testimonianza di stili di vita tanto virtuosi da far rimpiangere il tempo antico; il De Coniuratione Catilinae e il Bellum Iugurthinum di Gaio Sallustio Crispo, contemporaneo di Cesare, narrano le tragiche vicende di Catilina e Giugurta, che con diverse motivazioni scelsero di opporsi a Roma e pagarono duramente le conseguenze della loro sconfitta. Con Gaio Svetonio Tranquillo, che fu segretario particolare dell’imperatore Adriano, entriamo in epoca imperiale, e gli imperatori delle dinastie Giulio-Claudia e Flavia, di cui a Svetonio interessa soprattutto l’aspetto umano e quotidiano, sono i protagonisti del De vita Caesarum, opera che ebbe un enorme successo. L’affresco più poderoso dell’epoca imperiale si deve a Publio Cornelio Tacito, che scrisse durante il regno di Adriano. Alle Historiae, dalla morte di Nerone a quella di Domiziano, agli Annales, dalla morte di Augusto all’avvento di Tiberio e alle opere minori egli affida la sua visione lucida e dolente di un mondo che non può fare a meno di Roma – perché Tacito non intravede la possibilità di un altro assetto sociale e politico – e insieme lo sdegno e l’amarezza per essere costretto a constatare e registrare per i posteri gli orrori e le mostruosità cui il potere sembra inevitabilmente condurre.Caio Giulio CesareCaio Giulio Cesare nacque nel 100 o 102 a.C. da nobilissima famiglia; letterato, politico, stratega, fu eletto dittatore a vita e assassinato nel marzo del 44 a.C.Cornelio Nepotenacque a Ticinum (Pavia) o a Ostiglia (Mantova) e visse, assorbito dai suoi interessi eruditi e libreschi, tra il 100 e il 27 a.C.SvetonioGaio Svetonio Tranquillo nacque a Roma intorno al 70 d.C. da una ricca famiglia equestre. Ricoprì importanti cariche alla corte dell’imperatore Adriano, ma cadde in disgrazia fra il 121 e il 122. Morì tra il 130 e il 140.SallustioGaio Sallustio Crispo nacque in Abruzzo, ad Amiternum, nell’86 a.C. Si impegnò molto nella vita politica; sostenitore di Cesare, alla morte di lui si ritirò in esilio volontario nella sua bellissima villa, gli Horti Sallustiani, dove morì nel 35 a.C.TacitoPublio Cornelio Tacito nacque intorno al 54 d.C. probabilmente in Gallia; fu avvocato e oratore e fece una brillante carriera politico-militare: divenne questore, poi pretore e console. Morì nel 120 d.C.

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EBOOK   9788854155244

Storici greci. Erodoto, Tucidide, Senofonte. Ediz. integrali. E-book. Formato EPUB Erodoto   -  Newton Compton, 2013  - 

Storie • La guerra del Peloponneso • Elleniche • Anabasi • Ciropedia A cura di L. Rossetti; U. Bultrighini e M. Mari; L. SantarelliIntroduzioni di L. Canfora, D. Musti, L. Rossetti Edizioni integraliErodoto, prima che un grande storiografo, fu un grande viaggiatore: a lungo girovagò, forse a causa del suo mestiere di mercante, attraverso la Persia, lungo il corso del Nilo, fino ai deserti dell’Arabia e oltre il Mar Nero. Di tutto quello che vedeva era curioso e voleva conoscere ambiente, usi, costumi, leggi dei popoli strani e diversi che frequentava. Per questo arricchì le Storie dei conflitti tra Greci e “barbari” con descrizioni, favole e leggende, e per questo i suoi racconti dal fascino intramontabile ebbero tanto successo nell’Atene degli anni di Pericle, così ricettiva e avida di conoscenze. A Tucidide, invece, niente interessa di più della verità dei fatti, raccontati solo dopo averne esaminato e confrontato tutte le possibili fonti e versioni. Perciò La guerra del Peloponneso può essere considerata la prima opera di storiografia moderna, soprattutto per la parte riguardante quella fase che l’autore visse in prima persona. Il suo linguaggio scarno e preciso raggiunge in alcuni brani vertici involontariamente poetici, come nella famosa descrizione della peste di Atene del 430, la cui eco ritroviamo nel corso dei secoli nell’opera di Lucrezio e addirittura in Manzoni. Considerato il continuatore di Tucidide, Senofonte nelle Elleniche bene esprime la “sofferenza” e l’esasperazione delle popolazioni greche sottoposte alla politica imperialista di Atene nel V secolo. Filospartano, come traspare dalle pagine dedicate alla monarchia ideale della Ciropedia, prese parte alla spedizione in Persia dei Diecimila, i mercenari greci assoldati da Ciro il giovane. Il racconto della ritirata dei Greci, che reca il titolo di Anabasi, porta Senofonte oltre le soglie del suo tempo: «Mare! Mare!», il grido dei soldati allo sbando che increduli, dopo mesi di marce forzate, patimenti e pericoli, vedono comparire all’improvviso quel baluginio così familiare e rassicurante, esprime il fascino di un’opera che sorprende sempre per la ricchezza e la complessità delle sue cento sfumature.Erodotonacque ad Alicarnasso, nell’Asia Minore, all’incirca nel 485 a.C. Dopo innumerevoli viaggi si stabilì ad Atene, ma morì a Turii, colonia della Magna Grecia, nel 425 a.C.Senofontenacque in Attica, a Erchia, tra il 430 e il 425. Fu discepolo di Socrate e, finita la guerra del Peloponneso, si trasferì in Asia Minore. Dopo la spedizione dei Diecimila mercenari greci ingaggiati da Ciro il giovane per combattere il fratello Artaserse, fu bandito da Atene; visse in Elide e a Corinto. Secondo alcuni morì, nel 355 circa, ad Atene.Tucididenacque ad Atene non più tardi del 454 a.C. Durante la guerra contro Sparta rivestì importanti incarichi militari, ma dal 424 al 404 dovette scontare un esilio nel Peloponneso. Morì dopo il 397 a.C.

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