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eBooks editi da Osanna Edizioni di Formato Pdf Architettura
Il monastero femminile san Benedetto di Venosa: Testi e documenti. E-book. Formato PDF Garzia Tonino - Osanna Edizioni, 2018 -
Questo volume sul monastero di San Benedetto di Venosa delinea la storia del monumento dalla fondazione alla demolizione e consente una riflessione sulla vita delle monache dopo il Concilio di Trento, disciplinata da severe regole basate sui voti di povertà, castità, obbedienza e perpetua clausura. Il Tridentino, è noto, è una pietra miliare nella storia del monachesimo occidentale in quanto, pur non introducendo la clausura, già prevista da più antiche disposizioni, le attribuisce una rilevanza senza precedenti, prescrivendo alle spose di Cristo, non solo l’immacolata purezza, ma anche il divieto di ogni rapporto sociale con l’esterno e con le famiglie di origine che dovevano munirsi di apposita licenza del vescovo per varcare le soglie del monastero. In tal modo la clausura, da strumento di perfezione ed elevazione spirituale, diventava espediente di controllo delle religiose con l’imposizione di ogni tipo di rinuncia, a cominciare dal proprio nome. La suora acquisiva una nuova identità sociale ma, pur sottraendosi ai gravosi problemi della vita civile, forniva un prezioso contributo alla società, preparando le giovani educande provenienti dalle famiglie benestanti a diventare buone mogli e madri. La clausura, pertanto, rappresentava la certezza di uno status, oltre che una protezione. Nel monastero di San Benedetto, come in tutto il Mezzogiorno, l’applicazione della disciplina non fu semplice; il suo impatto su abitudini secolari causò non pochi problemi alla Chiesa. Dopo le leggi oppressive degli ordini religiosi, il monastero, concesso nel 1901 al Comune di Venosa per essere adibito a scuola, è stato demolito nel 1958. Tale epilogo è emblematico delle aggressioni cui spesso è sottoposto il patrimonio culturale; nello stesso tempo costituisce stimolo per un impegno collettivo finalizzato alla sua salvaguardia. Di qui l’importanza della conoscenza del proprio passato, necessaria premessa per un atteggiamento operativo di difesa e valorizzazione dei beni culturali come espressione di elevata sensibilità morale e civile. Tonino Garzia, nato a Venosa, dove è stato responsabile del Museo Archeologico Nazionale, vive a Bologna. È autore di saggi storici e studi sul patrimonio monumentale della Basilicata, tra cui: Venosa tra Ottocento e Novecento. Città, Storia, Sviluppo Urbano, 2003; Vietri di Potenza. La ricostruzione storica attraverso la conoscenza del territorio, 2005; Testimonianze Federiciane in Basilicata, 2007; Dieci anni di attività didattica finalizzati alla tutela del patrimonio architettonico, 2008.
La Chiesa di San Gervasio al PalazzoSanti, chiese, ville e castelli alle origini della cittadina di Palazzo San Gervasio lungo la via Appia Antica. E-book. Formato PDF Gennaro Ungolo - Osanna Edizioni, 2021 -
Prefazione di Chiara Rizzi Il lavoro di ricerca sulla Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio a Palazzo, promosso dall’associazione Palazzo Arte Cultura, si struttura quasi come una vera e propria indagine. Gli autori conducono un’inchiesta nel tentativo di svelare aspetti identitari a partire dal toponimo del piccolo paese lucano: pongono interrogativi, seguono tracce, individuano testimoni, strutturano ipotesi mettendo in fila alcune prove indiziarie e, infine, elaborano una tesi che di fatto risulta essere ben più ampia e articolata di quello che l’ipotesi iniziale lascia presupporre. Uno degli aspetti più interessanti di questa indagine è sicuramente il suo metodo. Essa procede, attraverso alcune domande di ordine generale, da un’analisi di tipo territoriale fino ad arrivare a chiamare in causa un testimone chiave: il piccolo tempio che si trova all’ingresso dell’attuale cimitero di Palazzo S. Gervasio. Nel caso di quello che impropriamente viene definito patrimonio minore questo modo di procedere costituisce un efficace strumento per l’impostazione di una fase conoscitiva, propedeutica ed essenziale per la salvaguardia del patrimonio non monumentale che caratterizza gran parte del nostro Paese. Si tratta della necessità di affrontare lo studio del patrimonio diffuso attraverso uno sguardo ampio e un’indagine di tipo paesaggistico. Gennaro Ungolo, architetto, vive e lavora tra Palazzo San Gervasio e Milano. Ha sempre partecipato alla vita culturale della cittadina lucana. Fondatore e presidente dell’Associazione “Palazzo Arte Cultura”, cura la rivista “Dispense”. Nicola Varnavà, nasce a Palazzo San Gervasio, da giovane si trasferisce in Piemonte, ma l’amore per la sua terra d’origine rimane immutato, anzi la lontananza lo amplifica, nei suoi lavori essa viene decantata con la sua storia, i suoi personaggi, la natura agreste e le sue pregevoli fonti.