Pacini Editore eBooks

eBooks editi da Pacini Editore di Formato Mobipocket SOCIETÀ E SCIENZE SOCIALI

EBOOK   9788869956133

L'etica del giornalismoNegli attuali scenari comunicativi. E-book. Formato Mobipocket Adriano Fabris   -  Pacini Editore, 2019  - 

Gli odierni sviluppi delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione hanno non solo conseguenze significative sui nostri comportamenti quotidiani, ma producono anche trasformazioni importanti in varie professioni: anzitutto quelle legate proprio agli ambiti comunicativi. L’attività giornalistica è la prima a esserne interessata, e a veder addirittura messo in questione il proprio ruolo. È necessario allora comprendere fino in fondo tali mutamenti e individuare nuovi criteri, accanto a quelli tradizionali, che consentano al giornalista di far bene il suo mestiere. Di questo si occupa l’etica del giornalismo negli attuali scenari comunicativi. Adriano Fabris è professore di Etica della comunicazione all’Università di Pisa. È giornalista pubblicista e direttore della rivista «Teoria». Ha pubblicato recentemente i seguenti volumi: Etica della comunicazione (Carocci, Roma 2014), Twitter e la filosofia (Edizioni ETS, Pisa 2015), Etiche applicate. Una guida (a cura di; Carocci, Roma 2018), Etica per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Carocci, Roma 2018).

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EBOOK   9788869952807

Aiutanti di MestiereManuale di sopravvivenza per assistenti sociali. E-book. Formato Mobipocket Simone Giusti   -  Pacini Editore, 2017  - 

«Questo libro inizia con una storia che mi hanno raccontato. C’era un giostraio – un ex giostraio per la precisione, dato che era ormai in pensione da qualche anno – che a un certo punto della sua vita si trovò in difficoltà per motivi economici. Non era una cosa rara a quell’epoca, negli anni dieci del secondo millennio. Per superare l’ostacolo, il giostraio chiese aiuto ai servizi sociali. Chissà, forse prima aveva provato con i parenti, gli amici o i conoscenti, ma il fatto è che un giorno si presentò spontaneamente allo sportello dei servizi e parlò con un’assistente sociale che raccolse tutte le informazioni utili, sbrigò le necessarie pratiche burocratiche e invitò il giostraio a presentarsi a un secondo incontro. Qualunque cosa abbia pensato il nostro amico dopo questo primo colloquio, egli si presentò puntuale al suo secondo appuntamento. E probabilmente fu sorpreso dalla proposta ricevuta dall’assistente sociale di entrare a far parte di un progetto un po’ speciale, che consisteva nel collaborare alle attività di un centro sociale per anziani che si trovava proprio nel suo quartiere. Non si trattava di dare lavoro in cambio di soldi, sia chiaro. Ma di far parte di un progetto, ovvero di condividere con qualcuno una finalità (animare il quartiere per le persone a maggior rischio di esclusione sociale?), delle risorse (un piccolo edificio riscaldato, un ufficio, alcune stanze per ritrovarsi, sedie, poltrone, un mezzo di trasporto…) e un piano d’azione (attività programmate, tempi di realizzazione…). Pare, infatti, o almeno così sembrò all’assistente sociale, che le difficoltà economiche di questa persona fossero collegate strettamente alla sua solitudine. Si sa che un uomo solo non ha reti di protezione e, quindi, quando cade, precipita nel vuoto. E allora fu invitato a partecipare a un progetto: un modo rapido per instaurare relazioni che abbiano un senso. […] Questa storia mi è stata raccontata da un’assistente sociale. Le avevo chiesto, a lei come ai suoi colleghi, di narrarne una in grado di rappresentare il significato più profondo della sua professione. Tra tutte le storie narrate, questa è stata scelta dal gruppo degli assistenti sociali con cui lavoravo come la più rappresentativa della loro attività. La storia può essere così schematizzata: un ex giostraio in difficoltà economica chiede aiuto al servizio sociale; l’assistente sociale (ricorrendo alla pazienza e all’intuito) rileva il problema della solitudine e (ricorrendo all’agilità e alla prudenza), aiuta il protagonista a inserirsi come volontario in un Centro sociale; il protagonista riconquista la propria autonomia e rimane a fare il volontario nel Centro sociale anche alla fine del percorso offerto dall’assistente sociale. […] Insomma, grazie a questa storia e alle altre che mi sono state raccontate è stato possibile individuare uno schema di storia adeguato a rappresentare efficacemente e correttamente la figura dell’assistente sociale come figura di sostegno nei percorsi di conquista dell’autonomia delle persone all’interno della loro comunità. Una storia di empowerment. Una persona e la sua comunità che aumentano gradualmente il controllo sulla propria vita. Simone Giusti

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EBOOK   9788869957321

#opinione immediataOpinione pubblica, post-verità e altre menzogne. E-book. Formato Mobipocket Benedetta Baldi   -  Pacini Editore, 2020  - 

Questo libro nasce da un’esigenza, da una convinzione e da un desiderio. L’esigenza è quella di fare chiarezza sull’opinione pubblica e su altri temi di gran moda che, proprio per questo, sono spesso equivocati. La convinzione è che fare comunicazione offra, oggi, enormi opportunità di crescita umana e professionale ma comporti, allo stesso tempo, un grande sforzo intellettuale e richieda grande umiltà. Il desiderio, infine, è quello di condividere alcune riflessioni sul rapporto tra mass media e rappresentazione della realtà in una società nella quale la logica manichea legittima solo il vero e il falso esaltandone il narcisismo diffuso che antepone l’affermazione e la prosopopea individuali alla realtà dei fatti. L’invenzione della stampa, così come era avvenuto per quella della scrittura, ha favorito indubbiamente l’alfabetizzazione e contribuito così alla formazione di uomini liberi.  Ora, però, questa stessa libertà è minacciata dal carattere dei nuovi media che hanno esasperato la difficoltà nel separare la realtà dal suo story-telling. Il mito di una democratizzazione dell’informazione ha dovuto soccombere all’idea più modesta di generalizzazione di questa dal momento che non si è ottenuto un progresso della democrazia bensì una moltiplicazione delle “fonti di verità”.  Oggi chiunque ritiene di avere il compito – e di essere quindi legittimato – a produrre la propria verità dimentico del fatto che tra la verità dei fatti e la propria interpretazione esiste un sostanziale scarto. Fuori dalla stanca retorica di utopie e distopie è necessario ricercare fattivamente la buona informazione attraverso sforzo e fatica e non accontentarsi di soluzioni pronte e di risposte comode.

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