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eBooks editi da Skira di Formato Pdf Storia dell’arte e stili artistici: dal 1900 in poi
Le oscillazioni del gusto: L’arte d’oggi tra tecnocrazia e consumismo. E-book. Formato PDF Gillo Dorfles - Skira, 2014 -
Attraverso l’applicazione dei più recenti metodi di indagine – dalla teoria dell’informazione alla linguistica strutturale – Gillo Dorfles si propone di offrire al lettore una facile e agile chiave per decifrare molte delle “oscurità” e dei problemi presentati dall’arte contemporanea: il dissidio tra artisti e pubblico, le trasformazioni stilistiche e percettive che si possono individuare nelle diverse epoche e che sono alla base di molti preconcetti da parte dell’“uomo della strada”. I rapporti e i contrasti tra l’impostazione sociologica ed estetica della nostra epoca, il perché di alcune ribellioni verso l’establishment culturale e sociale, l’influenza vincolante che la civiltà tecnologica e consumista esercita sull’opera d’arte, sono affrontati da Dorfles con lucida obiettività in questo volume che ripropone molti dei temi già sollevati nella serie dei suoi saggi maggiori. Gillo Dorfles, critico d’arte e professore universitario di estetica, a partire dall’immediato dopoguerra si è impegnato in un’appassionata difesa dell’arte d’avanguardia, imponendosi in Europa e nelle Americhe come una delle personalità più attente agli sviluppi dell’arte e dell’estetica contemporanee. Tra le sue opere più note, tradotte in molte lingue, ricordiamo: Simbolo comunicazione consumo (1962), Nuovi riti, nuovi miti (1965), Artificio e natura (1968), Il Kitsch (1968), Introduzione al disegno industriale (1972), Dal significato alle scelte (1973), Mode & Modi (1979), Elogio della disarmonia (1986), L’intervallo perduto (1988), Il feticcio quotidiano (1990), Preferenze critiche (1993), Fatti e fattoidi (1997), Conformisti (1997), Scritti di architettura (2000), Simulacri e luoghi comuni (2002). Nuova edizione presso Skira: Nuovi riti, nuovi miti e Artificio e natura.
Breve storia della “Merda d’artista”. E-book. Formato PDF Flaminio Gualdoni - Skira, 2014 -
L’opera Merda d’artista di Piero Manzoni, oggetto del desiderio di ogni museo e di ogni collezionista, è una delle icone dell’arte d’avanguardia, uno dei suoi miti più tenaci. Dalla data della sua realizzazione, nel 1961, l’opera è stata circondata da un alone leggendario riguardante il suo contenuto, l’intento dell’artista, l’escalation di prezzi che l’ha vista protagonista. È oggetto di leggende, e naturalmente di ironie, di parodie, di polemiche e rifiuti feroci, che l’accomunano idealmente all’opera-scandalo per eccellenza del secolo, la Fountain di Marcel Duchamp. La narrazione ripercorre la genesi di Merda d’artista in seno al percorso inventivo di Manzoni e il crescere sino a oggi della sua eccentrica fortuna storica, che ne ha fatto un simbolo assoluto della cultura contemporanea. Flaminio Gualdoni insegna Storia dell’arte antica all’Accademia di Brera. Ha diretto i musei di Modena e di Varese e la Fondazione Pomodoro a Milano. Collabora con il “Corriere della Sera”. Con Skira ha pubblicato Arte classica (2007), Una storia del libro (2008), Art. Tutti i movimenti del Novecento (2008), I Maestri dell’Arte Mondiale (2009), Dizionario Skira dei termini artistici (2010) e Storia generale del Nudo (2012).
Diario dal carcere. E-book. Formato PDF Egon Schiele - Skira, 2012 -
Nel 1912 il ventunenne Egon Schiele viene arrestato a Neulengbach, una cittadina a mezz’ora di treno da Vienna, dove risiede da qualche mese con la modella e compagna Wally Neuzil. L’accusa è duplice e molto grave: il giovane pittore avrebbe sedotto una minorenne, la quattordicenne Tatjana von Mossig, figlia di un alto dirigente del Ministero della Marina e avrebbe inoltre esposto materiale pornografico in un luogo accessibile a minori… (dalla Postfazione di Federica Armiraglio). “Un uomo più debole sarebbe subito impazzito e anch’io sarei diventato pazzo se avessi dovuto continuare ancora a lungo in quello stato di continua ebetudine. Perciò, nella condizione in cui mi trovo, sradicato dal mio terreno creativo, con dita tremanti inumidite nella mia saliva amara, mi sono messo a dipingere per non impazzire del tutto. Servendomi delle macchie nell’intonaco ho creato paesaggi e teste sulle pareti della cella, poi osservavo il loro lento asciugarsi fino a impallidire e sparire nella profondità del muro, come fatti sparire dall’invisibile potenza di una mano incantata.”