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eBooks editi da Youcanprint di Formato Mobipocket Studi sui generi: donne

EBOOK   9788891146731

Le pouvoir silencieux et inconsciente... des femmes. E-book. Formato Mobipocket Lucretia Serthra   -  Youcanprint, 2014  - 

Le livre, sans misogynie et misandrie, est une analyse qui met en évidence les postulats relatifs au libre arbitre que les femmes ont en société dans la gestion de leur image et le pouvoir conséquent qu'il en dérive… enchaîné à influences sociales inattendues... Lucretia Serthra, Transgender de Tourin - Italy et auteur du livre, elle extériorise et démêle les conventions sociales avec descriptions détaillées et exemples sur la parité de droits et opportunité parmi les identités de genre, ainsi que sur les contagions sociales innombrables qu'ils engendrent… par exemple la homophobie, le travestisme et beaucoup d'autre… Un exposition moderne et passionnel qui, à peu à peu, évoque des corrélations et synergies qui échappent usuellement à la perception sensible, elles sont sous-tendus ou innommables...

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EBOOK   9788891143464

Il Sesso Debole - 3. E-book. Formato Mobipocket Collana Genuensis   -  Youcanprint, 2014  - 

Da sempre la donna è stata considerata il “sesso debole”.Molto probabilmente questa definizione in origine è nata per il fatto che solitamente nel fisico le donne sono più minute degli uomini e - come ci insegna la biologia - hanno meno massa muscolare quindi meno forza fisica.Ma da questa constatazione ovvia, sono derivate un’enorme serie di conseguenze sul piano psicologico, culturale, giuridico ecc.La religione poi ci ha messo del suo nell’affermare questa “debolezza” della donna che non si concretizzava solo nel fisico, ma soprattutto nel morale (chi è la persona che non riesce a resistere alla tentazione del serpente nel Paradisoterrestre?).Tutto questo ha inevitabilmente influenzato nei secoli non solo gli uomini che si sono sentiti legittimanti dal loro “sesso forte” a seconda dei casi ad approfittare della situazione ergendosi a volte a paladini, altre a giustizieri, altre ancora a carnefici, in nome di una superiorità tuttada appurare.Partendo da queste riflessioni nel testo vengono esaminati alcuni aspetti del “sesso debole” per cercare di comprendere quanto questa definizione sia o meno appropriata.La biologia certamente ha codificato enormi distinzioni tra il genere maschile e femminile, ma nei nostri geni non è scritto che un genere sia superiore o “più forte” dell’altro. Essere maschio o femmina è determinato dalla presenza della coppia di cromosomi XY o XX: tutto quello che a seguire comporta essere uomo o donna è una costruzione culturale.E proprio da questa costruzione sociale sono nate le più grandi discriminazioni: alla donna, in quanto essere inferiore per decenni non è stato concesso l’accesso allo studio con conseguente impossibilità di evolversi. E anche quando è stata raggiunta la possibilità di studiare non è stato aperto l’accesso alle professioni; raggiunte le professioni non è stato permesso di fare carriera e così via. Praticamente ogni conquista poneva davanti ad un altro ostacolo ancora più arduo da superare.Forse solo sotto l’aspetto criminologico il fatto di essere considerate “incapaci di commettere reati” ha permesso alle donne di godere per molto tempo dell’impunità. Ma anche questo vantaggio, se tale lo vogliamo considerare, è stato legato non certo al riconoscimento di una minore propensione al crimine in quanto depositarie di maggiore equilibrio, controllo degli istinti e dell’aggressività, forza morale eccetera, ma solo perchè appunto ritenute “incapaci”. Ma la storia ha smontato anche questa convinzione. Le donne sono in grado di compiere crimini, sicuramente più “sottili” e meno cruenti degli uomini, ma comunque crimini.Quello che però purtroppo riesce molto bene (si fa per dire) alle donne è il ruolo di vittima. L’escaletion della violenza sulle donne ce lo dimostra ogni giorno. È stato addirittura creato un termine: femminicidio, per indicare una specifica violenza di genere.Tutte queste riflessioni ci dovrebbero portare a comprendere che ciò che maggiormente è importante sottolineare è che la differenza che c’è tra uomini e donne deve essere intesa in termini di diversità non come una scalagerarchica dove l’uno deve valere necessariamente più dell’altra. Solo partendo da questa idea si potrà realmente procedere lungo la via dell’uguaglianza.

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EBOOK   9788891124340

Quello che le donne raccontano. E-book. Formato Mobipocket Guerrino Babbini   -  Youcanprint, 2013  - 

“Quello che le donne raccontano”. Un libro che ha velleità di testimonianza e vuole essere strumento per riflettere, attraverso le storie raccolte, sul sofferto cammino verso l’ emancipazione del mondo femminile. Testimonianze toccanti raccolte dai racconti di Noemi che attraversa il secolo breve e racconta la povertà della sua infanzia e giovinezza, il lavoro di mondina e molti altri. Così come l'esperienza operaia di Vilma che documenta la trasformazione delle attività produttive industriali, con la coscienza che il valore del lavoro delle donne in fabbrica ha una valenza molto articolata. La storia di Rosaria nata in Puglia, sposa a 14 anni, che vive l’emigrazione e diventa operaia a 36 anni. Con con i suoi due bimbi si presenta alla Singer di Leinì e vivrà la lotte operaie e la cassa integrazione. Stessa storia per Graziella che parte da Caorle in Veneto e viene assunta nel 1973 in fabbrica e ricorda che, per comunicare con il marito, per seguire i bambini facevano turni di lavoro alternati, doveva scrivere bigliettini. Testimonianza vera, intensa quella di Filomena nata a San Giuseppe Vesuviano in una famiglia di sette figli. Lei impara a cucire su una macchina Singer e poi emigrata Torino con suo marito, che ha trovato lavoro alla FIAT, entra in Singer negli anni ’70 e diventa delegata. Così la storia di Agnese che ricorda la sua esperienza di emigrata dell’entroterra veneto perché stanca a 17 anni di mangiar polenta. Insomma piccole microstorie che danno valore alla macro storia del nostro Paese. Come ricordo con un bel proverbio africano: “Quello che non viene raccontato è perso”. Perdere queste storie sarebbe perdere la conoscenza di una parte importante della storia dell'umanità, che nel cammino delle donne pone grandi speranze.Il lungo cammino delle donne da una società patriarcale, attraverso una società maschilista e classista, verso una società in cui non ci si debba più preoccupare della disparità tra uomo e donna.Con il movimento operaio hanno attuato l'efficacia della lotta non violenta realizzando la coerenza tra mezzi di lotta e fini da perseguire. Ogni conquista fatta con la violenza, con la violenza deve essere difesa, questo manda in pensione ogni giustificazione sulla violenza.Vilma: “Penso con rammarico e nostalgia alle battaglie per un futuro più giusto. Non so quando una generazione di donne e di compagni prenderà in mano il nostro testimone, ma spero di esserci. La precarietà del lavoro porta povertà per tutti, ma più di tutti alle donne."

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