Lino Alerci eBooks

eBooks editi da Lino Alerci di Formato Mobipocket

EBOOK   9788822887658

Il concetto di nazionale in Antonio Gramsci ai tempi del compromesso storico. E-book. Formato Mobipocket Lino Alerci   -  Lino Alerci, 2017  - 

Anni ’70, anni di feroci ideologismi e di duri scontri politico-culturali. Il PCI di Enrico Berlinguer è in forte espansione, sta portando avanti, un progetto politico strano per la cultura marxista: il compromesso storico, ovvero un’alleanza tra la componente comunista, quella cattolica e quella socialista che lo porterà ad essere la più notevole forza comunista nell’Europa Occidentale. La cultura europea del tempo non fu estranea alla battaglia ideologica che si accese attorno alle figure che avevano dato vita al PCI. Soprattutto le attenzioni si concentrarono su Gramsci la cui elaborazione politico-filosofica era sempre stata oggetto di studio. Proprio nel 1975 uscirà l’edizione critica e definitiva dei Quaderni del carcere curata da Valentino Gerratana. Il pensiero gramsciano, così, conobbe in quegli anni interpretazioni “di destra” o “di sinistra” tendenti, le une e le altre, a dare un’idea di un PCI ancora sotto i postumi “leninisti” o, all’opposto, un PCI ormai avviato verso un “revisionismo” socialdemocratico. Tra le due interpretazioni, naturalmente, si poneva anche quella “ufficiale” del partito che tendeva, attraverso una lettura del testo gramsciano nel senso di un’alternativa politica, a giustificare criticamente, storicamente e politicamente il compromesso storico. Questo testo non ha la pretesa di essere esaustivo dell’intero pensiero gramsciano di per sé estremamente vasto e complesso; ma analizza il concetto di nazionale proprio nel momento in cui il PCI stava facendo il massimo sforzo per identificarsi come una delle parti politiche in grado di sviluppare un modello politico e culturale innovativo per unificare il Paese attraverso il coinvolgimento della classe operaia.

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EBOOK   9786050461541

Mal'essere (Aspettando Godot si può morire). E-book. Formato Mobipocket Lino Alerci   -  Lino Alerci, 2016  - 

Sicilia, 1980. Gli anni '70 se ne sono definitivamente andati. Ormai nel cosiddetto riflusso ci stanno annegando furori ideologici, impegno politico, doveri civili e rabbia di classe. Anche il privato si sta staccando dallo scomodo angolo del politico dove era stato sistemato dal ciclone del '68. La FIAT vincerà una estenuante vertenza sindacale per licenziare oltre 14.000 operai; i cantieri navali di Danzica verranno occupati dagli operai polacchi guidati dal fondatore di Solidarnosc, Lech Walesa. E mentre ai cancelli di Mirafiori spuntano i cartelli di Carlo Marx, a Danzica gli operai in lotta contro il regime comunista innalzano quelli della Madonna nera di Czestochowa. Il verbo neo-liberista della Thatcher e di Reagan è già comparso all'orizzonte privatizzando i profitti e scaricando i costi sulla collettività. La mafia ammazzerà Piersanti Mattarella, il capitano Basile, il Procuratore Capo Gaetano Costa e un sindaco democristiano di Castelvetrano: Gaetano Lipari. Vittorio Bachelet, Nicola Giacumbi, Walter Tobagi e tanti altri tra poliziotti, carabinieri, dirigenti industriali cadranno invece sotto il fuoco delle Brigate rosse. Piper, Flipper, Kappa-due, Grand-Pierre, Gionni, Contropacco, Giolliggiò e Paloalto sono un gruppo di amici che in una remotissima provincia dove nulla sembra accadere hanno costruito il loro universo fatto di scazzi, angoscia del quotidiano, noia, rabbia ma anche ironia, cultura, intelligenza, e impegno politico. Ma ormai sentono che qualcosa incombe sul loro destino; hanno l'età giusta che dovrebbe portarli a quella fase definitiva della vita che si chiama maturità. Ma non è questo che li spaventa: è il cono d'ombra, la zona grigia, o, meglio, il buco nero che li sta risucchiando e che li costringerà a perdere, per rinuncia, i loro valori, le loro idee, la loro stessa vitalità. L'attesa di questa inesorabile "normalizzazione", di questa "consolante" omologazione, forse sta per finire. O forse è già finita. Godot non è quello che non arriva mai, non è l'eterno presente dove si sta protetti e al calduccio; Godot arriverà senza farsi annunciare e chiederà ad ognuno di loro il pegno per uscire definitivamente dalla categoria "giovane". Chi andrà a lavorare al Nord, chi si vedrà costretto a vendersi al ras politico locale rinnegando le sue idee politiche, chi incontrerà un destino ancora più crudele. E nessuno di loro sa che il 2 agosto la bomba fascista alla stazione di Bologna farà 85 morti che stanno aspettando ancora che giustizia sia fatta. Godot, dividendo e smembrando il gruppo, "sistemerà" la loro vita per sempre. E sarà come morire…

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