Stefano Musso eBooks
eBooks editi da Stefano Musso di Formato Mobipocket
Estancia Francesca. E-book. Formato Mobipocket Stefano Musso - Stefano Musso, 2016 -
Estancia Francesca è un romanzo, ma non un triller. E' ambientato nella seconda metà dell'Ottocento, tra Italia ed Argentina, e narra di emigrazione nei primi decenni successivi la rivoluzione industriale. L'industrializzazione di vastissimi distretti, il raggruppamento di numerosissime comunità di consumatori di derrate alimentari, a scapito dell'inurbamento delle popolazioni agricole produttrici, rese necessario inventarsi l'agricoltura intensiva, che però sarebbe stata impossibile senza adeguata fertilizzazione, da effettuarsi con qualcosa che qui da noi, in Europa, e negli Stati Uniti, non c'era. Quel qualcosa fu il guano, ossia l'ammasso delle deiezioni che miliardi di uccelli marini, nell'arco forse di migliaia di anni, avevano depositato lungo le coste del Perù. A tale scopo venne inventato una nuovo tipo di veliero, che per via del rivoluzionario armamento velico venne chiamato brigantino a palo. Il brigantino a palo era robusto, facile da manovrare da parte di equipaggi ridottissimi, non più di venti persone in tutto, ed aveva una buona portata. Gli Inglesi, popolo marinaio, lo premiarono con la definizione di the best barque, il miglior brigantino; i Genovesi, traducendo per assonanza, lo chiamarono barco bestia. E poi l'Argentina. Un'Argentina di cui nessuno sa praticamente nulla qui da noi, ma neppure, ormai, in Argentina stessa. Un paese in cui, fino al 1880 circa, nonostante una superficie dichiarata pari a nove volte quella italiana, la comunità bianca raramente usciva dai suoi confini, che racchiudevano un'area non più grande del Piemonte attuale, perché fuori c'erano i Mapuches, i Pehuelches, i Tehuelches, ossia gli indios bravos, gli indiani selvaggi, che non si limitavano a difendere i loro territori ma, spesso e volentieri, venivano ad effettuare razzie, persino nella periferia di Buenos Aires. Posso garantire che, se Hollywood fosse stata in Argentina, i manifesti dei films titolerebbero di Juan Calfucurà, Epicel, Julio Argentino Rocas e via dicendo. E poi il problema delle tierras vacias, le terre vuote, che avrebbero potuto fare ricca la nazione, però dovevano venire coltivate, e per coltivarle ci voleva gente, e di gente non ce n'era, bisognava pregare che gli emigranti europei decidessero di venire lì, e magari convincerli a farlo. Insomma, questo è un romanzo che non pretende di essere avvincente come i migliori trillers, però narra di una storia interessante.
Il baule, quello del marinaio. E-book. Formato Mobipocket Stefano Musso - Stefano Musso, 2016 -
Mi si chiede di descrivere brevemente, qui, quest'opera. Per come la vedo io, questo libro rappresenta lo sfogo di un marinaio che ha visto, praticamente, tutto il mondo, naturalmente dalla parte del mare, in quanto all'epoca viaggiavo già fin troppo per mestiere, da avere voglia di farlo anche da turista. Ho visto tante cose: Cose antiche, cose moderne, cose affascinanti dal punto di vista naturalistico. E poi, ancora, ho visto il mare in bonaccia, giorno dopo giorno, per decine di giorni, in oceano, e mi è sembrato la manifestazione della bontà divina. Poi ho visto quello stesso mare furibondo di rabbia, roba che chi non l'ha visto non può arrivare a crederci, ed anzi adesso, che gli anni sono passati, non riesco più a crederci neppure io, se non facendo uno sforzo mentale, alla fine del quale ancora mi vengono i brividi. Tutto questo l'ho messo, in questo libro. Ma, soprattutto, ho visto l'uomo. L'uomo bianco, l'uomo nero, l'uomo giallo, l'umo rosso. Ho visto il Cristiano, l'Islamico, l'Ateo, l'Ebreo, lo Shintoista, ed anche altri. Ho visto l'uomo ricco e potente, ed ho visto l'uomo povero, umile. Di uomini umili e poveri ne ho visti di più, perché tali erano quelli che popolavano gli ambienti del porto, e delle sue vicinanze. Ho parlato con quegli uomini. Ne ho osservato il comportamento, ascoltato i discorsi, ed alla fine ho capito che sotto la scorza del colore della pelle, della religione, della lingua, gli uomini, tutti gli uomini, sono abbastanza simili, per lo meno quelli sani di mente, vogliono tutti le stesse cose, che si riassumono poi nel diritto a mantenere la speranza di potere condurre una vita decorosa, migliore di quella vissuta dai loro padri, e di poterne offrire di ancora migliori ai propri figli. Tutti, a parte i pazzi, vogliono vivere in pace, sognano di vedere riconosciuti i propri diritti, curate le malattie, assicurata la vecchiaia. Vivono nel terrore che qualche pazzo scatenato decida di portarli in guerra, loro e i loro figli, e trasformi le loro mogli in vedove, le loro madri in vecchie in gramaglie. In questo libro ho messo anche questo. Poi, ho tirato giù i miei ragionamenti. Tranquilli: A parte che il fatto che io, come tutti noi occidentali, sono stato formato nella cultura cristiana, nella qual cosa, tra l'altro, non vedo nulla di male, non ho fedi politiche, e neppure religiose. Ho il cuore, ed ho il cervello. Tutto quanto leggerete, se vorrete, viene dritto da lì: Dal cervello e dal cuore.