Zandonai eBooks

eBooks editi da Zandonai di Formato Mobipocket

EBOOK   9788895538785

Morte di una primadonna slovena. E-book. Formato Mobipocket Brina Svit   -  Zandonai, 2010  - 

All’apice della sua carriera artistica, la cantante lirica Lea Kralj concorre al titolo di “Slovena dell’anno”, indetto da una rivista glamour: chiamato a pronunciarsi sulla sua candidatura è un giovane giornalista francese, omosessuale, che negli ultimi anni ha accompagnato la primadonna nelle sue tournée europee, fra teatri, anonime stanze d’albergo, e luoghi d’infanzia. La vita di Lea – che si consuma in amori ambigui o volutamente ancillari e si accende nella sublime arte con cui la primadonna sa rappresentare, come nessun’altra, la morte sulla scena – sembra sempre sul punto di incrinarsi e ci viene restituita dal narratore-accompagnatore attraverso dettagli minimi, in un resoconto frantumato ed ellittico, quasi a scandire un’omelia impossibile. Quel che grava su Lea – via via mutilandola, nonostante il suo talento – è l’ombra della madre, la signora Ingrid, all’apparenza innocua, in realtà emanazione di un archetipo: la madre divoratrice. Madre e figlia celebrano insieme un vero e proprio rituale, le cui tappe iniziatiche sono la distanza, la privazione e il silenzio, nel quale una delle due è destinata a soccombere. La scrittura di Brina Svit, sobria e al tempo stesso avvolgente, tratteggia questo crudele esercizio di annientamento e regressione fin nelle sue più riposte pieghe: sembra nutrirsi di sguardi gettati da dietro le quinte che, in un istante, illuminano sparsi frammenti d’esistenza, prima che essi vengano inghiottiti dal buio.Brina Svit, nata in Slovenia negli anni cinquanta, da molto tempo vive e lavora a Parigi. Giornalista, critica letteraria, sceneggiatrice, autrice di cortometraggi, ha all’attivo cinque romanzi, alcuni dei quali tradotti in francese, tedesco e inglese.

€ 5.99
download immediato
ACQUISTA
EBOOK   9788895538723

Séraphita. E-book. Formato Mobipocket Honoré De Balzac   -  Zandonai, 2008  - 

Sèraphîta-Sèraphîtüs è un essere che riunisce in sé le nature del maschile e del femminile, “è un angelo giunto alla sua ultima trasformazione, che infrange il suo involucro per ascendere al Cielo”; egli è amato da un uomo e da una donna, ai quali rivela che hanno in realtà amato, trasferendolo in lui, l’amore che li legava reciprocamente e che, dopo tale esperienza iniziatica, resta loro in eredità. Sèraphîta è l’opera in cui Balzac dà voce, con una tensione quasi febbrile, a un sapere erotico di stampo mistico. Non a caso il romanzo è un ripetuto atto di congedo: l’angelo purissimo è un esiliato nel mondo che si sottrae via via alle miserie terrene, mentre l’amore invisibile è colto in una continua dissolvenza, nel suo presentarsi impalpabile agli uomini. Del resto lo stesso Balzac aveva dichiarato che proprio questo romanzo, “la dottrina in azione del Buddah cristiano”, poteva costituire la più efficace confutazione di un diffuso errore interpretativo nella lettura delle sue opere, vale a dire ritenerlo uno scrittore attento a considerare l’uomo principalmente nella sua natura mortale. Honoré de Balzac (1799-1850), proveniente da una famiglia di contadini, ha trascorso l’infanzia lontano dall’ambiente originario, studiando prima presso un collegio a Vendome e poi, destinato alla carriera notarile, impegnandosi controvoglia nello studio del diritto sin dal 1816. Lettore entusiasta, la sua formazione avvenne nelle biblioteche, sui libri di Sterne e Rabelais, benché abbia poi terminato gli studi in giurisprudenza nel 1819. Consacratosi totalmente al lavoro di scrittore, anche con scelte di vita personali davvero estreme, dal 1822 iniziò la pubblicazione di romanzi utilizzando vari pseudonimi, senza gran successo e tuttavia facendo già prevedere quegli interessi e quei risultati stilistici che avrebbero caratterizzato la Commedia umana. Gli Sciuani, del 1829, fu la prima opera a portare la sua firma, e da allora in poi iniziò una collaborazione piuttosto frequente e feconda con giornali e riviste di varia natura. È ne Il medico di campagna, del 1833, che egli espone le sue idee monarchico-legittimiste, ed è in questo stesso periodo che inizia la frequentazione di salotti e ambienti letterari (importante la sua amicizia con George Sand), variamente costellata da incontri femminili importanti, tra i quali quello con la Marchesa di Castries e con la contessa polacca Ewelina Hanska (1800-82), che Balzac avrebbe infine sposato nel 1850, dopo una vicenda sentimentale piuttosto burrascosa, e che avrebbe notevolmente influenzato la sua opera complessiva. Proprio per la contessa Hanska egli scrive Seraphità, un’opera davvero straordinaria all’interno di una produzione letteraria vastissima, la quale, secondo il piano originario dello stesso Balzac, avrebbe dovuto comprendere centotrentasette romanzi. Ne poté portare a termine ottantacinque (molti rimasero abbozzi) ma, per tornare a Seraphità, esso è l’unico in cui l’affresco scaturente dalla penna di Balzac si rivolge non tanto o soltanto alla realtà circostante visibile, quanto e soprattutto a quella sì circostante, ma invisibile.

€ 7.99
download immediato
ACQUISTA
EBOOK   9788895538631

Umanesimo e romanticismo. La concezione della vita nell'epoca moderna e il suo sviluppo nell'età di Goethe. E-book. Formato Mobipocket Hermann August Korff   -  Zandonai, 2010  - 

Prima traduzione italiana di un’opera di Hermann A. Korff, i cinque saggi qui proposti, del 1924, rappresentano il nucleo tematico della sua opera maggiore, il Geist der Goethezeit, uno dei più celebri e dettagliati affreschi della cosiddetta “età di Goethe”, quel periodo decisivo della storia spirituale tedesca che va all’incirca dal 1770 al 1830. Korff analizza alcuni dei concetti fondamentali intorno ai quali si formano, in Occidente, la moderna concezione di “uomo” e l’idea stessa di “cultura”. Approfondisce la controversa nozione di Leben, “vita”, tratteggiandone, con rara chiarezza interpretativa e forza sintetica, lo sviluppo nelle diverse epoche storiche prese in esame: antichità classica, rinascimento, Riforma, illuminismo, Sturm und Drang, classicismo e romanticismo, giungendo a individuare nell’uomo faustiano, ovvero nel cosiddetto “neoumanesimo” della poesia classico-romantica tedesca (che ha in Goethe il suo emblema), il modello di un nuovo sentimento della vita e quindi di una nuova idea di uomo. Lucido e penetrante, questo volume costituisce uno strumento indispensabile per la comprensione di quella straordinaria temperie culturale (“storia dello spirito”) che caratterizzò la vita della Germania, e dell’Europa intera, agli albori del Novecento preconizzandone i fulgidi e allo stesso tempo tragici destini. Hermann A. Korff (1882-1962), germanista insigne dell’Università di Lipsia, è stato uno dei più significativi interpreti della cultura tedesca, in particolar modo del periodo classico-romantico. La sua interpretazione della storia della letteratura come “sviluppo organico” stupisce ancor oggi per la straordinaria profondità e chiarezza esplicativa, i suoi studi su Goethe e il romanticismo costituiscono un originale punto d’incontro tra critica letteraria e filosofia. Fra le sue opere, oltre al monumentale Geist der Goethezeit, ricordiamo Vom Wesen Goethescher Gedichte (1927), Aufriß der deutschen Literaturgeschichte nach neuen Gesichtspunkten (1930), Goethe im Bildwandel seiner Lyrik (1958) e Geistesgeschichte der Goetheschen Lyrik (1963).

€ 7.99
download immediato
ACQUISTA