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eBooks di Formato Pdf Autobiografie: esponenti di case reali
Lettere alla figlia Caterina de’ Medici Gonzaga duchessa di Mantova (1617-1629). E-book. Formato PDF Biagioli Beatrice - Firenze University Press, 2015 -
Il carteggio tra Cristina e sua figlia Caterina rappresenta un caso unico nel panorama epistolare conservato in casa Medici, per l’ampiezza, per la varietà dei temi trattati, per il tono intimo e confidenziale che traspare dalle lettere. Nei dieci anni trascorsi a Mantova da Caterina le due donne si scambiarono consigli, raccomandazioni e timori che ci permettono di seguire e delineare lo scenario più ampio in cui si muovevano entrambe. Con questa edizione abbiamo ricreato l’unità di un fitto scambio epistolare, costituitosi come unicum nella volontà della scrivente, ma separato poi in due nuclei distinti nelle vicende della sua trasmissione. Sono qui pubblicate le lettere inviate dalla granduchessa Cristina di Lorena alla figlia Caterina de’ Medici Gonzaga presenti nella filza 6110 del fondo Mediceo del Principato conservato nell’Archivio di Stato di Firenze e nelle buste 1095, 1096 e 1097 dell’Archivio Gonzaga presso l’Archivio di Stato di Mantova.
Il mio passato. Ricordi della Corte d'Austria di Baviera.... E-book. Formato PDF Maria Larisch - Mgs Press, 2013 -
Figlia di Luigi di Baviera, fratello dell’imperatrice Elisabetta, sin da bambina pupilla della zia Sissi ma anche succube del suo intrigante, egoistico fascino, Maria Larisch è uno di quei personaggi che scansano le responsabilità e le conseguenze dei propri atti, che altri invece a loro addebitano senza possibilità di sconto. Dopo la tragedia di Mayerling, che la vide coinvolta in prima persona (era lei che combinava gli incontri tra Rodolfo e Maria Vetsera), l’amata Sissi non volle mai più incontrare Maria, la quale peraltro, in questo concitato, vivido e romanzesco memoriale riferisce una frase di Rodolfo brutale e infangante: “Sei sempre stata la mezzana di mia madre”. Dunque mezzana anche per il figlio. Ma la coloritura di questa storia raccontata vivacemente in prima persona ha ben altri accenti di violenza: il dietro le quinte del dorato mondo imperiale e dell’aristocrazia austro-bavarese è una sequenza di orrori che la Larisch butta sulla pagina senza alcun ritegno, talora con compiaciuto spregio. Matrimoni calcolati e forzati, disgusti violenti fra coniugi, sopraffazioni, disamori, dissipazioni di denaro, astuti calcoli di società, e certo non da ultimo, nelle due famiglie imparentate dei re di Baviera e degli Asburgo d’Austria-Ungheria, la follia che dilaga in tutti i cervelli. Più romantica nei tedeschi, più depravata negli austriaci, ci assicura la Larisch raccontando la pazzia visionaria di Ludwig, morto suicida nel lago di Starnberg, la discesa verso atteggiamenti “da bestia” dell’ancora più alienato fratello Otto, e altre gravi e irrimediabili demenze, oltre alla deriva anoressica e molto poetica di Sissi, innamorata della bellezza, ma insofferente dei propri figli, causa per lei di deplorevoli attentati alla sua perfezione fisica. Dopo tre matrimoni (il conte Larisch, il cantante Brucks e l’agricoltore di origine belga Meyers), sei figli e una vita molto movimentata, Maria morì in miseria nel convento di San Servazio, a Maastricht, in Olanda, il 4 luglio 1940.