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eBooks di Formato Pdf Diritto dei marchi di fabbrica

EBOOK   9788892585287

Il marchio d'impresa: una prespettiva comparata tra Italia e Cina. E-book. Formato PDF Giuseppe Lelio Adamo   -  Giuseppe Lelio Adamo, 2016  - 

La locuzione “diritto industriale”, contrariamente a quella di “diritto commerciale” - diritto sviluppatosi in Italia nell’epoca dei comuni nel XII secolo - non può essere analizzata sulla base di criteri storici. Infatti alle origini dello stesso non vi è la creazione di regole “nuove” ed integrate tra loro, volte a modificare le istituzioni economico-sociali. L’etimologia di tale espressione ricorda la nota Rivoluzione Industriale, quel fenomeno sviluppatosi inizialmente in Inghilterra ed affermatosi nella seconda metà del XVIII secolo, in cui le conoscenze scientifiche e tecnologiche hanno acquisito una propria autonoma considerazione. In questo contesto il conseguente sviluppo del moderno sistema capitalistico e la standardizzazione dei prodotti, sia a livello qualitativo che quantitativo, ha agevolato il processo di allocazione ottimale dei prodotti all’interno del mercato. Si può far risalire alla industrializzazione una spiccata sensibilità per le questioni relative alle creazioni intellettuali, scenario in cui il diritto dei segni distintivi muove i suoi primi passi. Si aggiunga che nel corso dell’Ottocento si erano già poste le basi per lo sviluppo di nuove coordinate sulla protezione dei marchi, prima a livello nazionale, poi internazionale (si sviluppano in questo senso la Convenzione di Unione di Parigi del 1883 e l’Arrangement di Madrid del 1891), grazie ad un’efficiente scambio di informazioni e problematiche comuni ai vari Paesi della comunità internazionale, generando così l’avvio di una tutela giuridica uniforme. Inoltre, essendo la locuzione “diritto industriale” tipica della tradizione italiana, per gli altri Paesi di civil e common law non è possibile tradurla correttamente a causa della particolare specificità della ripartizione italiana delle discipline del diritto; pertanto, in questi ultimi, il diritto dei marchi d’impresa, oggetto di questa dissertazione, viene regolato dalla disciplina della proprietà intellettuale. La “contraffazione”, intesa come «riproduzione di una cosa, imitandola al fine di spacciarla per originale» è diventata, negli ultimi decenni, anche a causa dello sviluppo post-industriale e della globalizzazione, una pratica sistematica e pervasiva a livello internazionale. La relativa facilità di immissione nei mercati nazionali di prodotti contraffatti ha reso urgente per la comunità internazionale l’introduzione di misure di contrasto di un fenomeno allarmante.

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EBOOK   9788892955899

La disciplina giuridica del marchio nel settore agroalimentareDop - Igp - Made in Italy - Prodotti Liguri e focus sull’Oliva Taggiasca. E-book. Formato PDF Eleonora Rubino   -  Tab Edizioni, 2023  - 

Il volume affronta lo studio del marchio nel settore agroalimentare analizzando la disciplina giuridica, la giurisprudenza nazionale ed europea, la riforma della PAC, e dedica un approfondimento giuridico e storico-culturale ai prodotti della Liguria. Nel libro vengono esaminati marchi collettivi e di certificazione, SQNPI, PPL, marchi di qualità DOP, IGP e STG; ampio spazio è dedicato a Made in Italy, Italian Sounding, frodi, organi di controllo, The Extraordinary Italian Taste, marchio storico di interesse nazionale e all’olio d’oliva, in quanto prodotto identitario del Made in Italy. L’autrice ha riservato anche una parte alle due DOP agroalimentari liguri, Olio DOP Riviera Ligure e Basilico Genovese DOP, e a quei segni del territorio, PAT e De.Co., che contribuiscono a valorizzare i prodotti tradizionali dell’Italia. Un focus è infine dedicato alla tutela giuridica dell’Oliva Taggiasca, cultivar d’oliva tipica del Ponente ligure apprezzata in tutto il mondo.

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EBOOK   9788892173217

La tutela dei marchi che godono di rinomanza - e-Book. E-book. Formato PDF Davide Arcidiacono   -  Giappichelli Editore, 2022  - 

Oggetto del presente lavoro è la disciplina che tutela i marchi che godono di rinomanza indipendentemente dalla sussistenza di un rischio di confusione per il pubblico (anche in senso ampio). Nel prosieguo del presente lavoro, peraltro, anche se forse meno efficace, sono qui preferite le locuzioni “tutela dei marchi che godono di rinomanza” (o “tutela del marchio che gode di rinomanza”) e “protezione dei marchi che godono di rinomanza” (o “protezione del marchio che gode di rinomanza”) rispetto alle espressioni tradizionali di “tutela allargata” e “tutela ampliata”, poiché le espressioni prescelte sono ritenute maggiormente idonee a chiarire che le norme in oggetto sanciscono una tutela diversa rispetto alla tutela accordata al titolare del marchio anteriore a fronte di un rischio di confusione (anche in senso ampio). Oggetto di analisi è, in particolare, la disciplina dell’Unione Europea (di qui in avanti anche “disciplina UE”) e degli Stati membri armonizzata a livello del diritto dell’Unione Europea (di qui in avanti anche “armonizzata a livello UE”) la cui prima introduzione risale, rispettivamente al Regolamento (CE) 40/94 del 20 dicembre 1993 e alla Direttiva 89/104/CEE del 21 dicembre 1988 e, in particolare, contenuta agli artt. 8, par. 5, e 9, par. 1, lett. c) del Regolamento (CE) 40/94 e agli artt. 4, parr. 3 e 4, lett. a), e 5, par. 2 della Direttiva 89/104/CEEOggetto del presente lavoro è la disciplina che tutela i marchi che godono di rinomanza indipendentemente dalla sussistenza di un rischio di confusione per il pubblico (anche in senso ampio). Nel prosieguo del presente lavoro, peraltro, anche se forse meno efficace, sono qui preferite le locuzioni “tutela dei marchi che godono di rinomanza” (o “tutela del marchio che gode di rinomanza”) e “protezione dei marchi che godono di rinomanza” (o “protezione del marchio che gode di rinomanza”) rispetto alle espressioni tradizionali di “tutela allargata” e “tutela ampliata”, poiché le espressioni prescelte sono ritenute maggiormente idonee a chiarire che le norme in oggetto sanciscono una tutela diversa rispetto alla tutela accordata al titolare del marchio anteriore a fronte di un rischio di confusione (anche in senso ampio). Oggetto di analisi è, in particolare, la disciplina dell’Unione Europea (di qui in avanti anche “disciplina UE”) e degli Stati membri armonizzata a livello del diritto dell’Unione Europea (di qui in avanti anche “armonizzata a livello UE”) la cui prima introduzione risale, rispettivamente al Regolamento (CE) 40/94 del 20 dicembre 1993 e alla Direttiva 89/104/CEE del 21 dicembre 1988 e, in particolare, contenuta agli artt. 8, par. 5, e 9, par. 1, lett. c) del Regolamento (CE) 40/94 e agli artt. 4, parr. 3 e 4, lett. a), e 5, par. 2 della Direttiva 89/104/CEE

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