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eBooks di Titolo M di Bruno Osimo editi da Bruno Osimo di Formato Epub
Melanzane dall'antipasto al dolce251 ricette vegetariane. E-book. Formato EPUB Bruno Osimo - Bruno Osimo, 2025 -
Mio padre era un ingegnere elettrotecnico, piuttosto noto nel suo settore. Ma di questo, ai lettori delle ricette sulle melanzane, forse non importerà molto. Quello che è importante è sapere che questo libro non è stato scritto da un professionista della gastronomia, ma da un ingegnere che cucinava per passione. Una passione molto forte, che comunicava a parenti e amici, al punto di divenire famoso, in quella cerchia ristretta, assai più come cuoco che per tutto il resto. Qui può ancora succedere di sentir dire a qualcuno: «Ah, i risotti di Felice...»A scrivere libri di cucina si cimentano in tanti. O perlomeno a firmarli. Oltre ai gastronomi riconosciuti, escono libri con titoli del tipo Le ricette di X Y, dove l’attrazione non sta nel contenuto delle ricette, ma nel nome del supposto chef. Un ingegnere elettrotecnico non potrebbe mai pubblicare un libro intitolato Le ricette di Felice Osimo, ancor meno di quanto avrebbe senso intitolarne uno Le ricette di Pina Fantozzi. Quando mio padre si è accinto a questo lavoro, si è posto quindi il problema: intorno a cosa coagulare l’interesse dei futuri lettori?La melanzana.Perché era l’ingrediente che mio padre sapeva cucinare in più modi diversi, perché era un po’ il suo cavallo di battaglia. Nei cinque anni che hanno separato la fine dell’attività lavorativa di mio padre come ingegnere dalla sua morte, quando stava bene si dedicava a scrivere queste ricette, che suonano subito famigliari a chiunque le legga. Hanno un tono poco ufficiale, danno poca importanza alla precisione nelle quantità degli ingredienti (un vero cuoco sa sempre regolarsi per conto suo), sono creative e scritte con un gusto non solo gastronomico, ma anche per il testo. Senza pretese, s’intende.Alla sua morte, c’era una cartelletta di cartone contenente alcuni fogli sparsi dattilografati. Mancava una struttura in capitoli. Mancava un titolo. Mancava un indice. Mancava una presentazione. Mancava un editore. A tutti questi compiti mi sono sobbarcato io, e l’ho fatto con piacere, riscoprendo in certe frasi, in certe parole, espressioni e ricordi di un tempo.Lo stile del trattato è forse un po’ troppo ingegneristico a volte, e in questo sono voluto andare incontro a quello che immagino possa essere il lettore modello del testo, togliendo alcune sigle, arrotondando certe frasi, aggiungendo molte informazioni date per scontate (ma fare da mangiare non è più obbligatorio, e non tutti sanno districarsi se le spiegazioni non sono dettagliate.Era e resta un libro che non va messo in mano a una persona che sta imparando a cucinare: alcune cognizioni di base occorre averle.Ora il mercato dimostra interesse per questo testo nella sua versione elettronica. Perciò ne ho preparata una, lanciando nel ciberspazio un materiale nato quando il ciberspazio non si sapeva nemmeno cosa potesse essere. Ed è un lancio che faccio con grande piacere. Chissà se davvero internet diventerà uno strumento per conoscere la diversità, anziché per omologare a standard imposti dal potere del denaro. La cucina di mio padre di tutto può essere accusata fuorché di essere standard. E così ve la propongo. Nell’augurarvi buona lettura, vi do il mio indirizzo al quale potrete rivolgervi per suggerimenti, critiche o messaggi di qualsiasi tipo.Bruno Osimo
Manuale del traduttore di Giacomo Leopardi. E-book. Formato EPUB Bruno Osimo - Bruno Osimo, 2026 -
«Giacomo Leopardi ha scritto un Manuale del traduttore? Non lo sapevo!» Questa potrebbe essere la prima reazione davanti al titolo di questo libro. Effettivamente no, il titolo ce l’abbiamo messo noi, però nello Zibaldone di pensieri c’è una quantità considerevole di materiale utile per studiare la traduzione. Del resto, le recenti teorie semiotiche affermano che il testo è un processo che si svolge tra la mente dell’autore e la mente del lettore e quindi noi, in qualità di lettori, ci sentiamo autorizzati a scegliere nel materiale dello Zibaldone frasi che parlano di argomenti secondo noi legati alla problematica traduttiva, riordinarle secondo categorie nostre o comunque successive di gran lunga all’arco temporale di Giacomo Leopardi, riattualizzarle e commentarle.Lo Zibaldone di Leopardi, scritto tra il 1817 e il 1832, è il diario intimo di una mente geniale. Di solito chi scrive un diario non lo fa allo scopo di pubblicarlo, ma quello di Leopardi rappresenta un’eccezione, poiché la sua composizione e sostanza sembrano mirare a questo esatto proposito: Leopardi ha creato un indice, ha riletto e corretto le sue annotazioni a più riprese, ha inserito rimandi tra le varie parti del testo... insomma, più che la spontanea e casuale stesura delle riflessioni personali sembra un dialogo interno a cui il mondo intero dei posteri è invitato a partecipare.Le argomentazioni presentate spaziano per tutti i campi dello scibile. Questo libro non ha la pretesa di prendere in considerazione l’intera opera leopardiana né tantomeno aspira ad affiancarsi alle edizioni critiche dello Zibaldone; la nostra idea era “frugare” dentro questa personale galleria di pensieri e scovare le riflessioni del maestro su un argomento ben preciso: la traduzione.Sparse per le quattromilacinquecentoventisei pagine che compongono il manoscritto, ci sono brillanti meditazioni sul valore della scrittura e della traduzione, formulazioni originalissime che anticipano di molti anni – volendo cogliervelo – il pensiero di psicologi linguisti semiotici e che offrono uno spunto dal quale è possibile riconsiderare molte convinzioni non solo sulla traduzione, ma anche sulla scrittura, sulla letteratura e sull’intelletto. Abbiamo raccolto questi frammenti e li abbiamo ordinati in modo da esplicitarne il filo logico e produrre un discorso, un compendio che illustra il modo in cui Leopardi intendeva la traduzione. In altre parole, abbiamo costruito Il manuale del traduttore di Giacomo Leopardi.Il libro è diviso in tre parti. Nel primo capitolo, intitolato «Traducibilità della cultura», abbiamo segnalato quelli che per Leopardi rappresentavano gli ostacoli principali del tradurre e del “bello scrivere”, ma vi trovano posto anche valutazioni sul ruolo della scrittura e della letteratura nella società, per concludere con una riflessione sull’esistenza di una “lingua universale”. Nel secondo capitolo, intitolato «Il discorso interno e la traduzione», le sue affinità con le idee di Peirce e Vygotskij sul ruolo della mente nel processo traduttivo e con quelle di Torop sull’impossibilità di una “traduzione perfetta” sono così evidenti da meritare un approfondimento. Infine, nel capitolo «Le tre sorelle», riportiamo la visione netta che Leopardi aveva della traduzione nelle tre più importanti lingue europee del tempo: francese, tedesco e italiano.Il lettore troverà due testi che s’intrecciano: il nostro, di grandezza normale, e quello di Leopardi, di giustezza leggermente ridotta. Il numero tra parentesi accanto alle citazioni leopardiane è quello della pagina del manoscritto originale.