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eBooks di Titolo C di Grazia Deledda editi da E Bookarama
Canne al vento. E-book. Formato EPUB Grazia Deledda - E-Bookarama, 2025 -
"Canne al vento" è un romanzo di Grazia Deledda. Uscito a puntate su L'Illustrazione Italiana, dal 12 gennaio al 27 aprile 1913, dopo qualche mese fu pubblicato in volume, presso l'editore Treves di Milano. Il titolo dell'opera più famosa della scrittrice sarda (Premio Nobel per la letteratura, 1926) allude al tema profondo della fragilità umana e del dolore dell'esistenzaNel libro “Canne al vento” vengono affrontati temi come: la fragilità, l’amore, l’onore, la povertà e l’amara consapevolezza di un destino già segnato. Gli uomini e le donne sono visti come esseri fragili, piegati come canne al vento: sopra di noi esiste una forza soprannaturale (la sorte) che non possiamo in alcun modo contrastare e combattere. La scrittrice, in questo caso, prende spunto dal romanzo “Elias Portolu” del 1903, che già faceva notare la misera vita degli uomini, sballottati come canne al vento.Da sfondo, troviamo il paesaggio sardo, visto come un mondo senza tempo e pervaso da una sorta di mistero. La scrittrice descrive l’amata Sardegna, soffermandosi da una parte sulla staticità delle antiche usanze di paese e dall’altra ne rileva il rapido sviluppo industriale e tecnologico. Nel romanzo “Canne al vento“, Grazia Deledda si diletta a scrivere sia in lingua italiana che in lingua sarda, utilizzando molto spesso termini dialettali.
Chiaroscuro. E-book. Formato EPUB Grazia Deledda - E-Bookarama, 2025 -
Un bellissimo corpus di novelle, ricco di quadri pieni di colore e movimento, abili giochi di prospettive, guizzi improvvisi e bizzarre suggestioni tratte da antichi motivi folklorici. La raccolta, che comprende ventidue novelle, è una delle più note in assoluto tra le numerose composte dalla Deledda. Edita per la prima volta nel 1912 dal prestigioso editore Treves, “Chiaroscuro”, insieme alle più belle composizioni del periodo 1909-12 come “Libeccio”, “Il cinghialetto”, “Le scarpe” ecc., contiene anche “La festa del Cristo”, la novella che Emilio Cecchi definì «ardita e soave» e che induce col suo stile «un presentimento di possibilità sempre al punto di sbocciare». Una raccolta-capolavoro, modello di riferimento nella costruzione dell’universo letterario deleddiano.