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eBooks di Titolo C di Michail Bulgakov editi da Nobel

Michail Afanas’evic? Bulgakov nacque a Kiev nel 1891 da un’agiata famiglia russa. Nel 1916 si laureò in medicina e fu mandato a Nikol’skoe, nel governatorato di Smolensk, come dirigente medico. Nel 1920 abbandonò definitivamente la carriera medica. Nel 1924 pubblicò una delle sue più importanti opere, La guardia bianca. Dal 1929 al 1940 lavorò alla sua opera più nota, Il maestro e Margherita, pubblicata postuma nel 1967. Si spense nel 1940, a soli 49 anni, e fu sepolto nel cimitero di Novodevicij a Mosca.
EBOOK   9788897502685

Cuore di cane. E-book. Formato EPUB Michail Bulgakov   -  Nobel, 2015  - 

Un meraviglioso esempio della narrativa di Bulgakov, pubblicato nel 1925, che parte da una trama molto semplice ma grottesca e suggestiva: un'operazione chirurgica trasformerà un cane, morto per il freddo e la fame a Mosca, in un uomo. È interessante l'elemento descrittivo scelto dal grande maestro russo, che affida alle considerazioni del cane alcune sferzanti critiche alla società russa uscita dalla prima guerra mondiale, e la parabola simil-umana del randagio che si traforma in un essere umano che conserva tratti animaleschi della sua precedente condizioni ma si abbandona anche al turpiloquio o a curiose citazioni di Marx ed Engels. La storia, come sempre in Bulgakov, lievita su vari livelli: una satira contro la generazione dei nuovi ricchi (un fenomeno ciclico nella storia sovietica) fioriti dopo la rivoluzione, ma anche una critica nei confronti dei progressi tecnologici e della scienza quando tenta di sostituirsi alle forze naturali che regolano il ciclo di tutte le forme di vita presenti sul pianeta.

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EBOOK   9788897502685

Cuore di cane. E-book. Formato Mobipocket Michail Bulgakov   -  Nobel, 2015  - 

Un meraviglioso esempio della narrativa di Bulgakov, pubblicato nel 1925, che parte da una trama molto semplice ma grottesca e suggestiva: un'operazione chirurgica trasformerà un cane, morto per il freddo e la fame a Mosca, in un uomo. È interessante l'elemento descrittivo scelto dal grande maestro russo, che affida alle considerazioni del cane alcune sferzanti critiche alla società russa uscita dalla prima guerra mondiale, e la parabola simil-umana del randagio che si traforma in un essere umano che conserva tratti animaleschi della sua precedente condizioni ma si abbandona anche al turpiloquio o a curiose citazioni di Marx ed Engels. La storia, come sempre in Bulgakov, lievita su vari livelli: una satira contro la generazione dei nuovi ricchi (un fenomeno ciclico nella storia sovietica) fioriti dopo la rivoluzione, ma anche una critica nei confronti dei progressi tecnologici e della scienza quando tenta di sostituirsi alle forze naturali che regolano il ciclo di tutte le forme di vita presenti sul pianeta.

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