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eBooks di Titolo M di Giorgio Manganelli editi da Adelphi

Giorgio Manganelli (1922-1990), scrittore, traduttore, giornalista, anglista, è stato uno dei più importanti autori e prosatori italiani del secondo dopoguerra. A partire dal tardivo esordio di Hilarotragoedia nel 1964, ha pubblicato centinaia di articoli e ventidue altri libri; dopo la sua morte, nel 1990, a sua firma sono usciti libri in numero ancora maggiore. La mole non solo materiale dei suoi scritti si può dire abbia mutato l’immaginario del secondo Novecento. Vissuto ai suoi tempi per lo più come un outsider, un trickster se non proprio un «teppista», oggi è considerato un classico della nostra letteratura.
EBOOK   9788845974885

Mammifero italiano. E-book. Formato EPUB Giorgio Manganelli   -  Adelphi, 2014  - 

L’aborto, l’amor di patria e Carosello, le raccomandazioni, le tasse e il caso Tortora: su temi come questi Manganelli è intervenuto, nel corso degli anni Settanta e Ottanta, usando un’arma che gli era massimamente congeniale – il corsivo fulminante – e sempre mandando gambe all’aria moralismi e cliché. E da quei corsivi sbiechi e solitari emerge un ritratto dell’Italia che oggi più che mai lascia ammirati e scossi. Manganelli demolisce infatti i sacri valori italici: la famiglia, anzitutto, produttrice indefessa di psicopatologie varie, anche criminali; e la Patria, che in effetti è arduo amare in toto, incluse «la periferia nord di Foggia, le latrine di tutti indistintamente i ristoranti e le tavole calde dell’autostrada». Il nostro Paese è in fondo una madre avara e insieme indulgente, che «non dà il dovuto ma si lascia insolentire», garantendo così «una lamentosa e innocua esistenza». Non c’è dunque da stupirsi che gli italiani siano cittadini mediocri, afflitti da un’endemica cattiva coscienza – e «il fatto di non essere in galera è semplicemente un segno che da noi lo Stato non funziona». Osservatore implacabile ma partecipe, Manganelli ci racconta e si racconta, e ogni piega del suo discorso cela una gemma di comicità: come quando invita il presidente Pertini, la cui popolarità minaccia le istituzioni, a farsi assegnare il diritto di imporre «un qualsivoglia numero di rigori ad una qualunque squadra di calcio, anche a partita finita, con un semplice colpo di telefono».

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