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eBooks di Titolo S di William Shakespeare editi da Feltrinelli Editore

La vita di William Shakespeare è il buco nero della storia letteraria inglese, in cui precipitano intermittenti teorie e fantasie di brevissima luce e di ancor più flebile autorevolezza. Sono sicure le date della nascita e della morte, avvenute entrambe a Stratford-on-Avon, nel 1564 e nel 1616. Nel novembre del 1582 viene collocato il matrimonio con Anne Hathaway da cui ebbe tre figli, Susanna (1583) e i gemelli Hamnet e Judith (Hamnet morì per cause sconosciute all’età di undici anni). Successivamente, il grande lavoro a Londra, come autore e saltuariamente attore di una compagnia teatrale, prima chiamata “gli Uomini del Lord Ciambellano”, poi, dal 1603, “Uomini del Re”; un lavoro accompagnato da un grande successo di pubblico e da un discreto successo economico, ma non adeguatamente riconosciuto dalla cultura ufficiale del tempo: quella del drammaturgo era una figura sociale in gestazione, legata a un mestiere di incerta collocazione e di ancora più incerto prestigio intellettuale.
EBOOK   9788858860960

Sogno di una notte di mezza estate. E-book. Formato EPUB William Shakespeare   -  Feltrinelli Editore, 2024  - 

“Siete sicuri Che siamo svegli? A me sembra Che dormiamo ancora, sogniamo.” In Sogno di una notte di mezza estate c’è un luogo dove i desideri mutano forma e gli innamorati perdono la via. È il bosco di Oberon e Titania, sovrani delle fate. Qui quattro giovani si rifugiano dopo essere scappati da Atene per evitare le nozze combinate dai genitori. Nel bosco delle fate però nulla è come sembra, e quando il folletto Puck decide di giocare con un filtro d’amore tutto può succedere. Ma non è forse l’amore, alla fine, un inganno?

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EBOOK   9788858843703

Sir Thomas More: Con Anthony Munday, Henry Chettle, Thomas Heywood, Thomas Dekker. Testo originale a fronte. E-book. Formato EPUB William Shakespeare   -  Feltrinelli Editore, 2022  - 

“Vi piacerebbe forse trovare una nazione di temperamento così barbaro che vi negasse rifugio sulla terra?” E se al nome di “Shakespeare” rispondesse, più che l’identità certa di un genio indiscusso, un tessuto di relazioni e di lavoro comune? Il Sir Thomas More è forse l’esempio più lampante di tutto ciò; scritta a più mani da noti drammaturghi del tempo come Anthony Munday, Henry Chettle, Thomas Dekker e Thomas Heywood, quest’opera conserva l’importante impronta di Shakespeare, il quale intervenne nella revisione del testo con una scena molto significativa, che risuona ancora oggi come un monito a riconoscere la libertà di coscienza e il diritto all’asilo degli immigrati “economici”, o di altra natura. L’accoglienza dell’estraneo/straniero/alieno, e dunque dell’altro punto di vista, e il rispetto delle differenti dinamiche della coscienza individuale non possono che essere la cifra di quell’uomo libero che è stato Thomas More, condannato a morte da Enrico VIII sulla pubblica piazza per essersi rifiutato al giuramento richiesto dal re, che tanto lo aveva amato. Per tali controverse vicende, i cui strascichi erano ancora ben vivi all’epoca in cui il testo fu scritto, More era un personaggio ingombrante, sì che dedicare proprio a lui un’opera teatrale era un passo rischioso e molto azzardato – la materia tanto incandescente da suscitare la censura. Ora un testo complesso e per certi versi misterioso, il cui fascino è, se possibile, reso ancora più forte dagli enigmi e dalle incertezze che lo circondano, ritorna, presentato in una nuova traduzione attenta a cogliere e portare in superficie le diverse voci che lo compongono.

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