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eBooks di Titolo Gi di Joseph Roth di Formato Mobipocket
nacque in Galizia nel 1894. Rimasto presto orfano del padre, morto in manicomio, crebbe con la madre e frequentò il ginnasio e l’università. Prestò servizio come addetto stampa dell’esercito austro-ungarico durante la prima guerra mondiale e proseguì la carriera giornalistica anche negli anni successivi, dedicandosi al tempo stesso alla narrativa. Con le prime leggi razziali della Germania nazista decise di emigrare in Francia, a Parigi, dove continuò a scrivere e dove morì nel 1939. La Newton Compton ha pubblicato i suoi romanzi in volumi singoli e nel volume unico I grandi romanzi.
Giobbe. E-book. Formato Mobipocket Joseph Roth - Fermento, 2015 -
‘Giobbe’ fu pubblicato nel 1930 e fu accolto subito da un successo internazionale. Mendel Singer, l'ebreo del romanzo, è un maestro talmudico la cui vita è scandita da una ripetitiva quotidianità che assicura stabilità alla vita di Mendel e all'universo ebraico. Nella sua casa della Volinia russa, la vita ritmata dalle preghiere viene spezzata quando un medico scopre che Menuchim, l'ultimo figlio, è minorato. Da quel momento l'universo di Mendel si frantuma, e sarà un susseguirsi di disgrazie, che si abbattono con violenza su di lui e sulla sua famiglia. Il pover’uomo, che non riconosce più se stesso né il suo mondo, finirà per perdere l’orientamento e la fede in Dio. Ma la vita ha in serbo per lui una consolazione insperata dopo tanto dolore. All'interno - come in tutti i volumi Fermento - gli "Indicatori" per consentire al lettore un agevole viaggio dentro il libro.
GiobbeRomanzo di un uomo semplice. E-book. Formato Mobipocket Joseph Roth - Kkien Publ. Int., 2014 -
"Giobbe" è una messa sotto accusa della modernità, un mondo al quale lo scrittore austriaco contrappone quello millenario della tradizione ebraica. Il tema di questo romanzo (del 1930) è anche il motivo centrale della narrativa di Roth: la tragica vicenda degli ebrei dell' Europa centrale costretti ad emigrare in una «nuova diaspora» verso gli Stati Uniti, con dispersione della loro cultura. Mendel Singer, l' ebreo del romanzo, è un maestro talmudico la cui vita è scandita da una ripetitiva quotidianità che Roth evoca attraverso un linguaggio ricco di iterazioni e di anafore. La ripetizione assicura stabilità alla vita di Mendel, al romanzo e all' universo ebraico. Nella sua casa della Volinia russa, dove il sabbat si svolge secondo tradizione e dove la vita è ritmata dalle preghiere, la magia viene spezzata quando un medico scopre che Menuchim, l'ultimo figlio, è minorato. Da quel momento l'universo di Mendel si frantuma. E, come il biblico Giobbe, Mendel maledice il Signore: «È più benigno di Dio il diavolo». La riscoperta della benignità di Dio avviene attraverso il figlio che aveva abbandonato. Menuchim, infatti, superata la malattia, è diventato un compositore affermato e va ad esibirsi a New York. Al suo successo è affidato il riscatto presente in Giobbe. E questo riscatto è ciò che consente al vecchio Mendel, infine, di «riposarsi dal peso della felicità e dalla grandezza dei miracoli».
Giobbe. Ediz. integrale. E-book. Formato Mobipocket Joseph Roth - Newton Compton Editori, 2013 -
Introduzione di Giorgio ManacordaTraduzione di Madeira GiacciEdizione integraleMendel Singer è un uomo semplice e molto devoto, che insegna la Torah ai bambini in una remota provincia della Russia orientale. Il suo è un lavoro senza alcun prestigio sociale, con il quale – anzi – si fa la fame. Egli assiste impotente con la moglie Deborah allo sgretolarsi della sua famiglia: i tre figli più grandi partono, i due maschi arruolati nell’esercito e la femmina sposata in America; spinti dalla miseria, Mendel e sua moglie sono costretti ad abbandonare Menuchim, il loro ultimo nato, per raggiungere gli Stati Uniti. Il piccolo è affetto da una misteriosa forma di demenza di cui non si è mai scoperta l’origine. La vita di Mendel è un susseguirsi di disgrazie, che si abbattono con violenza su di lui e sulla sua famiglia. Il pover’uomo, che non riconosce più se stesso né il suo mondo, finirà per perdere l’orientamento e la fede in Dio, ma la vita ha in serbo per lui un risvolto inatteso, una consolazione insperata lo attende dopo tanto dolore.Joseph Rothnacque in Galizia nel 1894. Rimasto presto orfano del padre, morto in manicomio, crebbe con la madre e frequentò il ginnasio e l’università. Prestò servizio come addetto stampa dell’esercito austro-ungarico durante la prima guerra mondiale e proseguì la carriera giornalistica anche negli anni successivi, dedicandosi al tempo stesso alla narrativa. Con le prime leggi razziali della Germania nazista decise di emigrare in Francia, a Parigi, dove continuò a scrivere e dove morì nel 1939. Di Roth la Newton Compton ha pubblicato La Cripta dei Cappuccini, La leggenda del santo bevitore e Fuga senza fine, La Marcia di Radetzky e Giobbe.