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eBooks di Titolo C di Giovanni Papini

Lo scrittore Giovanni Papini (1881-1956) partecipò al movimento letterario, filosofico e politico che vivacizzò la cultura italiana nella Firenze dei primi del Novecento. Tra i fondatori delle riviste Leonardo (1903, con Giuseppe Prezzolini) e Lacerba (1913, con Ardengo Soffici), concepì la letteratura come «azione» e diede ai suoi scritti un tono oratorio e dissacrante. Studioso di filosofia e di religione, critico e polemista, narratore e poeta, pubblicò, tra l’altro, l’autobiografia Un uomo finito, il saggio Stroncature e le prose liriche Giorni di festa. La sua conversione al cattolicesimo lo portò a scrivere nel 1921 una Storia di Cristo che ebbe rapida e vasta fortuna.
EBOOK   9788861929418

Contro Roma. E-book. Formato EPUB Giovanni Papini   -  Elliot, 2015  - 

La sera del 21 febbraio del 1913, su invito di Marinetti, Giovanni Papini salì sul palco del Teatro Costanzi di Roma per leggere in pubblico il suo Contro Roma (il cui titolo completo era Contro Roma e contro Benedetto Croce). Il testo era composto da tre parti: la prima contro la capitale – che riuniva il suo pensiero espresso nella rivista «Critica e azione» nel febbraio del 1908 e gli articoli scritti per la «Voce» tra il 1908 e il 1909; la seconda contro i “cristianucci” – una rielaborazione degli articoli apparsi su «Leonardo» e le considerazioni contenute nelle Memorie d’Iddio (1911) e nell’Altra metà (1912); l’ultima contro Benedetto Croce. Tra le grida e le proteste del pubblico, Papini espose fino alla fine il suo atto d’accusa contro “l’urbe di tutte le rettoriche”, “brigantesca e saccheggiatrice”, una città povera d’ingegno e capacità artistiche, nella quale la presenza della sede papale e delle accademie osteggiava ogni fermento originale e innovativo. Un documento di significativa importanza storica e sociale, un attacco alla casta dell’epoca, che i problemi e le polemiche dell’oggi rendono estremamente attuale.

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EBOOK   9788874629152

Cento pagine di poesia. E-book. Formato EPUB Giovanni Papini   -  Quodlibet Note Azzurre, 2013  - 

Ricordato dai più come polemista e infaticabile promotore culturale, Giovanni Papini fu “inguaribilmente un poeta” secondo Borges e, secondo il Gianfranco Contini della Letteratura dell’Italia unita, scrisse le sue cose migliori in poesia: una vocazione che lungamente coltivò nel corso della sua vita. Oltre ai versi propriamente detti, il “poème en prose” e il frammento alla maniera vociana furono per lui luoghi d’ispirazione particolarmente felice, la stessa che è possibile rintracciare in questo Cento pagine di poesia, del 1915, prima e più importante raccolta di prose poetiche papiniane. Il libro, oggi poco conosciuto, divenne un punto di riferimento essenziale per la letteratura italiana del primo Novecento, influenzando intere generazioni di scrittori. In questa nuova edizione, si ripropone il testo della princeps, con l’accompagnamento di apparati che forniscono dettagli storici, interpretativi e filologici, in modo da restituire ai lettori non solo un libro di grande importanza culturale, ma anche un autore e un poeta “immeritatamente dimenticato” (ancora Borges), che qui si mostra in una veste per molti aspetti nuova e sorprendente.

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