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eBooks di Titolo Dio di Elisabetta Matelli
Dioniso, l'illusionistaPer una nuova interpretazione delle Baccanti di Euripide (con una nuova traduzione integrale di Ezio Savino). E-book. Formato PDF Elisabetta Matelli - Educatt Università Cattolica, 2014 -
Il corso prevede un’introduzione alla drammaturgia antica e al problema della resacontemporanea di drammi antichi: fine del laboratorio è lo studio di un testoteatrale antico con lo scopo di una sua realizzazione scenica.Per il secondo anno l’attenzione è posta sul testo delle Baccanti Euripide, unatragedia messa in scena per la prima volta solo dopo la morte del poeta, forse nel406 a.C.Si tratta di un testo assai complesso, di cui è ancora irrisolta un’univocainterpretazione, e che condensa in sé l’insieme di meccanismi drammaturgicifondanti il teatro antico, che vengono messi a tema in vista dell’interpretazione.La tragedia viene affrontata in una nuova traduzione di Ezio Savino, composta peri lavori del Laboratorio di Drammaturgia Antica. Si tratta di una nuova lettura,caratterizzata dall’aspetto sperimentale: infatti, con assoluta fedeltà all’originalegreco mentre nelle parti dialogate si cerca di valorizzare la vivacità attuale del‘parlato’, l’arcaico canto sacrale del coro delle Baccanti è stato reso attraverso illinguaggio mistico dei canti di Iacopone da Todi, creando così anche in traduzioneuno stacco tra i canti corali e le parti dialogate (come avveniva per il testo greco,dove i cori erano in dialetto dorico).L’istruzione attoriale è affidata all’attrice Lucilla Giagnoni.A conclusione del corso ci sarà un saggio finale.Questo libretto raccoglie alcuni appunti, testi e immagini utilizzati durante ilcorso.Ringrazio Maria Jennifer Falcone per la collaborazione data nella riproduzine deltesto greco delle Baccanti dall’edizione Diggle (Oxford 1994).Elisabetta MatelliDalla premessa dell'Autrice
Dioniso e il teatroGuida a una lettura e a una nuova rappresentazione della tragedia Baccanti di Euripide. E-book. Formato PDF Elisabetta Matelli - Educatt, 2016 -
La tragedia Baccanti è, assieme a Ifigenia in Aulide e Alcmeone a Corinto, una delle ultime tragedie di Euripide, il più moderno dei tre massimi tragediografi del V sec. a.C. Che Euripide fosse un poeta audace, innovatore e non sempre capito dai contemporanei, lo conferma anche un pungente critico letterario del suo tempo, il poeta comico Aristofane. Questi, nella trama delle Rane (commedia messa in scena alle Feste Lenee e poi al quarto giorno delle Grandi Dionisie del 405 a.C.) lo condanna a rimanere nell’Ade proprio a causa del suo modo di pensare che stravolgeva i valori tradizionali, del suo linguaggio poco aulico e più vicino alla quotidianità rispetto ai colleghi Eschilo e Sofocle, e non ultimo per le sue virtuosistiche sperimentazioni musicali, secondo Aristofane paragonabili allo strano canto di rane-cigno (animali inesistenti nella realtà)! Euripide compose le Baccanti probabilmente nel 407 a.C., dopo aver lasciato Atene, quando ormai viveva presso la corte del re Archelao di Macedonia (dove la leggenda racconta che morì malamente, sbranato da cani). La tragedia andò in scena ad Atene, postuma, probabilmente nella primavera del 406 o del 405 a.C. È espressione della sua piena maturità: per questo, oltre che per i suoi particolarissimi contenuti, possiamo considerarla una sorta di testamento spirituale del poeta. Ne è protagonista Dioniso, dio del vino e del teatro, che decide di recarsi nella città in cui era nata e cresciuta sua madre Semele, figlia del fondatore Cadmo. Suo scopo era di affermare in quella stessa città – in cui lo si era negato – che sua madre lo aveva generato da Zeus, pretendendo conseguentemente un culto. Il sospetto è che la trama possa essere letta a diversi livelli di profondità e che rappresenti una sorta di testamento spirituale e artistico del poeta, pieno di messaggi di validità universale di natura etica, religiosa e politica ancora in grado di raggiungerci.