I Canti eBooks

eBooks di Titolo I Canti di Ada Negri

Ada Negri (1870-1945), di famiglia umile e prestissimo orfana di padre, riuscì tuttavia a studiare e a diplomarsi maestra elementare. Dal 1887 cominciò a insegnare e contemporaneamente a comporre poesie, che prestissimo furono pubblicate con grande successo di pubblico (Fatalità, 1892). Entrata in contatto con il Partito Socialista e i suoi esponenti più importanti, alla questione sociale dedicò parecchie delle sue composizioni (Tempeste, 1894). In seguito al fallimento del matrimonio e alla morte della sua seconda bambina, sentì la necessità di dedicarsi a tematiche più autobiografiche e introspettive (Maternità, 1904, Dal Profondo, 1910). Trasferitasi a Zurigo, dopo Esilio e una raccolta di novelle (Le solitarie), pubblicò Orazioni, che riunisce le odi alla patria, segno di un'evoluzione che dall'impegno civile l'aveva portata a concentrarsi su tematiche di tipo patriottico. Dopo la prima guerra mondiale al centro delle sue opere tornarono soprattutto i sentimenti: dal 1919 è la raccolta di poesie Il libro di Mara (seguito due anni dopo da Stella mattutina). Nel 1940, prima e unica donna, fu ammessa all'Accademia d'Italia.
EBOOK   9788826489155

I Canti dell'isola. E-book. Formato EPUB Ada Negri   -  Anna Ruggieri, 2017  - 

Ho male di luce, ho male di te, Capri solare. Oh, troppo bella, oh, simile all’onda sul capo del naufrago. Ma forse ai miei occhi non sei che un raggiante capriccio del prisma, una dorata nuvola emersa dal fiato del mare?… No. Sento il tuo cuore che vive, che batte, in un cavo di roccia del Pizzolungo; e guardia dal mare gli fanno i Ciclopi che mai non conobbero il sonno; e dal monte le lance dell’àgavi, e, immote, da torri di rupi, pupille di falchi. Guizza ancor lungo i fianchi dei tre Ciclopi, e sfavilla la lucertola azzurra che nacque al tuo nascere, o Capri. Sacra al tempo, ella è maga, sovrana del sortilegio glauco. Perfida come l’acqua che intorno agli scogli in cristalli multisplendenti s’indura, dissolti da un tuffo di remo, s’io l’afferro mi sfugge e m’irride, lasciandomi agli occhi il barbaglio. Azzurra è la tua follia, Capri, nube del mare. Azzurro il canto eterno di che tu colmi i cieli. S’io debba morire di te, dammi la morte azzurra.

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