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eBooks di Titolo G editi da Educatt di Formato Epub

EBOOK   9788893355360

Gli spazi del teatro greco e latino. E-book. Formato EPUB Raffaella Viccei   -  Educatt, 2019  - 

L’idea della tavola rotonda, di cui si presentano qui i contributi scientifici, prende spunto dal video I luoghi del teatro antico. La ricerca archeologica attraverso la tecnologia digitale registrato presso gli studi televisivi dell’Università Cattolica dall’archeologo Massimo Limoncelli, nel settembre 2018, per essere proiettato nella sera del 29 settembre 2018 nello che l’Università Cattolica dedicò alle ricerche attorno al Teatro Antico In Scena, in occasione della Notte dei Ricercatori nella città di Milano, “Meetmetonight 2018”, presso i Giardini Montanelli. Il video propose, in 7,59 minuti, una sintesi dello stato di avanzamento dei lavori nella tecnologia digitale applicata alle ricerche archeologiche nello studio dei teatri. La sua proiezione riuscì ad attrarre interesse e attenzione del pubblico di passaggio, mostrando, attraverso un percorso critico, in cosa concretamente possa consistere la ricostruzione virtuale delle strutture archeologiche di un teatro antico, con esempi tratti dal teatro greco di Tindari o dai teatri romani di Bene Vagienna, Ventimiglia, o Hierapolis in Turchia, aprendo spazi immaginativi su quanto poteva avvenire in tali spazi, ricostruiti in 3D con largo margine di ‘verosimiglianza’. È pubblicato al link https://youtu.be/4ZJkOI35m-w.   L’urgenza di una giornata di studio sorse proprio riflettendo sulla questione della ‘verosimiglianza’ delle ricostruzioni rese possibili dalle nuove tecnologie 3D applicate al restauro archeologico e all’archeologia virtuale, per un confronto critico sulla loro finalità scientifica, didattica e divulgativa. Davanti ai frammenti dei reperti archeologici è indubbia un’istintiva curiosità dell’osservatore anche inesperto verso i supporti che possano aiutare a ‘visualizzare’ gli elementi mancanti. L’interesse dell’archeologo è naturalmente molto più specifico e mirato, rivolto allo studio tecnico dello spazio interessato dal ritrovamento e di tutti i reperti utili a una ricostruzione verosimile dell’architettura, dei materiali e delle funzioni del monumento perduto, nelle diverse fasi evolutive; fino a non molto tempo fa questa visualizzazione era resa possibile attraverso il disegno tecnico, su supporto cartaceo, capace di raggiungere livelli molto alti di precisione e di effetto estetico, ma connotato dalla bidimensionalità, aspetto che riduce le informazioni ricavabili.   Chi, come me, studia la storia delle esperienze artistiche che si svolgevano nei teatri antichi, quando è davanti ai resti archeologici si pone numerose domande cercando risposte che possano aiutare una più approfondita comprensione della stretta relazione che collega gli spettacoli (la cui esecuzione è sempre necessariamente determinata dalle forme dello spazio teatrale) alla struttura teatrale (che deve sempre essere in grado di rispondere alle necessità delle rappresentazioni complesse per cui è stato ideato). Per questo fine ho invitato attorno a un tavolo tre archeologi classici collegati ai percorsi formativi e alle ricerche archeologiche dell’Università Cattolica, di cui presento il percorso professionale.

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EBOOK   9788893354752

Gaetano Michetti a Pesaro. E-book. Formato EPUB Ernesto Preziosi   -  Educatt, 2019  - 

Le pagine che seguono sono appunti che possono aiutare a leggere, insieme al profilo biografico di mons. Gaetano Michetti, vescovo a Pesaro dal 1970 al 1998, il cammino compiuto dalla diocesi nella prima recezione del Vaticano II, quando si avvertivano i segnali di quella che papa Francesco, a Firenze nel 2015, ha definito non come «un’epoca di cambiamento, ma un cambiamento d’epoca»1. Non una biografia vera e propria, quanto un insieme di notizie e di testimonianze che, dai documenti d’archivio e dalla memoria di quanti l’hanno conosciuto, concorrono a ricostruire le tappe essenziali di una vita spesa al servizio della Chiesa e ci restituiscono la fragranza cristiana di un umile testimone del Vangelo. Nella nativa diocesi di Fermo, poi a Roma per gli studi, quindi ancora a Fermo nella parrocchia di Corridonia, poi vescovo a Pesaro per ventisette anni e infine ancora a Campofilone come “umile prete”. Alcune pagine illustrano brevemente il “servizio di carità”, così lo definisce mons. Perini, reso dal vescovo nella diocesi di origine, come ausiliare. Vi è una continuità evidente tra quegli esordi e il lungo episcopato pesarese. Per il periodo fermano sono state utili alcune testimonianze e alcune fonti, tra cui il settimanale diocesano “La Voce delle Marche”. Per l’episcopato pesarese, oltre ai suoi scritti, ai pochi documenti d’archivio e ad alcune testimonianze, sono stati utili gli articoli scritti a più riprese dal suo secondo segretario, don Gino Rossini. In proposito debbo dire che, in un primo momento mi era giunto l’invito, da parte di don Franco Tamburini, a scrivere queste pagine insieme a don Gino. La sua morte, l’8 ottobre 2015, non l’ha reso possibile. Ho ritenuto opportuno attingere in più punti ai suoi scritti. In un articolo di don Gino, del 2007, si legge: «Chi scrive ha avuto il dono di fare con Mons. Michetti un lungo tratto di strada condividendo con lui come segretario particolare, oltre agli impegni pastorali anche l’abitazione, la mensa e la preghiera. Tutto questo mi ha consentito di conoscere aspetti meno noti e più intimi della sua vita e della sua giornata. Tanti di questi aspetti rimarranno, come è doveroso e come lui desidererebbe, gelosamente custoditi nel segreto del mio cuore. Mi ripropongo per altri, che è giusto siano conosciuti, di pubblicare in seguito un piccolo libro perché se ne conservi la memoria»2. Alcuni di questi appunti, pubblicati come articoli in occasione di anniversari, sono ora riportati nelle pagine che seguono e contribuiscono a conoscere “da vicino” la figura di mons. Michetti. Il Vescovo, come vedremo, seppur limitandosi all’essenziale, in più di un’occasione ha scritto dei testi. Ho cercato di lasciare il più possibile a lui la parola, riportando brani di articoli scritti sul giornale diocesano, specie nei primi anni di presenza a Pesaro, brani delle sue relazioni quinquennali e alcune testimonianze che favoriscono i ricordi. Il testo vuole essere anche un ringraziamento, una prova di affetto per quanti sono stati beneficati dal suo passaggio. Chi l’ha conosciuto sa che forse non avrebbe gradito, e magari avrebbe consigliato di “lasciar perdere”, perché davvero non gli interessava la sua persona. Ma proprio per questo merita un primo tentativo di conoscenza e di memoria. La sua parola di pastore riecheggia ancora nel cuore di tanti che l’hanno avuto come vescovo e di quanti, praticanti saltuari o forse lontani dalla Chiesa, ne hanno avvertito la presenza in diocesi e in città; segna i contorni di un pensiero, più ancora di uno stile semplice e per questo efficace, e per i credenti, conserva ancora l’incitamento a vivere insieme il Vangelo, qui ed ora.

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