Beccaria Cesare Libri
Libri con argomento Beccaria Cesare Lingue indo-europee
Cesare Beccaria, filosofo europeo Audegean Philippe - Carocci, 2014 - Saggi
Cesare Beccaria (1738-1794) non fu solo l'autore de "Dei delitti e delle pene", universalmente noto per la sua critica della pena di morte, ma scrisse un trattato di poetica e fu titlare della seconda cattedra di economia istituita in Italia. Con questo libro Philippe Audegean offre una lettura unitaria di tutta la sua opera, proponendo una nuova interpretazione del pensiero di Beccaria e del suo ruolo nel quadro dell'Illuminismo riformatore europeo.
La Buona Giustizia. In margine a «Dei delitti e delle pene» di Cesare Beccaria Brembilla Paola Conticelli Giulio Garlanti Loredana Comunità Di San Leolino (Cur.) - Città Ideale, 2016 - Teorie
Il capolavoro di Cesare Beccaria, "Dei delitti e delle pene", a duecentocinquanta anni dalla sua pubblicazione (1764-2014) è una fonte inesauribile di ispirazione. Questo volume ricostruisce il contesto politico e culturale in cui è nato il celebre trattato, rievocando personalità quali Pietro Verri, che hanno influito profondamente sul pensiero di Beccaria, non meno di coloro che nel tempo, da Piero Calamandrei ad Adone Zoli e non solo, si sono richiamati alla sua opera capace di unire, con singolare forza, "commozione e raziocinio". Motivo non ultimo dell'immediato e durevole successo europeo della sua opera. «Parmi un assurdo che le leggi che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettano uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ordinino un pubblico assassinio» (Cesare Beccaria).
Dei delitti e delle pene. Ediz. italiana e russa Gherbezza Ettore - Firenze University Press, 2007 - Biblioteca Di Studi Slavistici
Nel presente volume vede la luce, dopo due secoli e più, la versione in lingua russa del Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria eseguita dal principe Michail M. Scerbatov. L'edizione, condotta sul manoscritto autografo, viene presentata con a fronte il testo originale italiano. Nello studio introduttivo l'autore ripercorre anzitutto le tappe fondamentali della diffusione dell'opera di Beccaria in Russia, soffermandosi in particolare sulla figura di Michail M. Isaev, studioso e traduttore del capolavoro beccariano, che per primo ripropose in epoca moderna l'ordinamento della "quinta" edizione. L'autore dà quindi conto della versione Scerbatoviana, indagandone la genesi testuale e vagliando alcuni aspetti della lingua usata dal traduttore - in primo luogo il lessico impiegato per la resa di termini filosofico-politici e giuridici.