Biagi Enzo Libri
Libri con argomento Biagi Enzo Biografie: letterati
La vita è stare alla finestra. La mia storia Biagi Enzo - Rizzoli, 2017 - Saggi Italiani
"Sono convinto che i libri di memorie dovrebbero essere pubblicati postumi: sarebbe la garanzia dell'autenticità dei sentimenti." Così scrisse Enzo Biagi un giorno di gennaio del 2000, due anni prima dell'"editto bulgaro" che portò alla sua cacciata dalla Rai. E in effetti quello dell'autenticità, dell'aderenza alla realtà, della volontà di rappresentare fatti e persone come cronista il cui unico padrone è il pubblico, è il filo lungo cui si dipana la sua intera esistenza, senza mai deviare. Dalla nascita in un paesino dell'Emilia, agli studi, all'incontro con la moglie Lucia, all'esperienza partigiana, fino alle spesso tumultuose tappe della sua lunga carriera di giornalista - con la caratteristica di non durare molto sulle poltrone scomode, avversato dal politico di turno -, Enzo Biagi ha attraversato con grazia e coerenza l'Italia del Novecento raccontando dalla sua "finestra" i fatti come si presentavano: la guerra, il boom economico, il Sessantotto, il tempo delle stragi e la P2, fino al berlusconismo di un'Italia ormai al crepuscolo.In questo libro che ben si può definire una auto-biografia postuma, lui stesso, con le sue parole ferme e il suo stile pacato inconfondibile, ci accompagna oggi nuovamente attraverso quell'Italia che forse stiamo dimenticando ma che - nel bene e nel male - non possiamo ancora lasciarci alle spalle. Abitata di personaggi straordinari - Fellini e Berlinguer, Mondadori e Rizzoli, Pertini e Ciampi e molti altri - che hanno segnato la vita di un cronista che "ha sempre cercato di dire quotidianamente un po' di verità in più".
Il mio Enzo Biagi. Come l'ho visto, conosciuto, intervistato Golia Tony - Edimond, 2009
"Era il Mennea del nostro giornalismo, tant'è che gli rimproveravano di scrivere troppo. Il lavoro non gli dava tregua e lui, da par suo, tregua non chiedeva e non voleva. [...] I suoi libri il pubblico li beveva d'un fiato, come bicchieri di Soave. E soavemente li tracannava anche chi era astemio (o già ubriaco). Era chiaro che Biagi avrebbe smesso di scrivere soltanto quando il pubblico avrebbe smesso di bere, cioè di leggere. [...] Trattava un capo di governo come avrebbe trattato un operaio, e trattava l'operaio come avrebbe trattato un capo di governo. [...] Celebre, era fra i più celebrati giornalisti italiani, eppure pareva non accorgersi della propria importanza. Ed era timido, timidissimo. Non di rado l'ho visto arrossire, impacciarsi, imbarazzarsi. [...] Aveva sempre l'aria del fanciullo meravigliato per il fatto che ci si rivolgesse a lui con la considerazione che normalmente si riserba a persone autorevoli. [...] La sua modestia mi ha sempre fatto sorgere un dubbio: forse Enzo Biagi non sapeva di essere Enzo Biagi. E un giorno gliel'ho detto: 'Credo che lei, Enzo Biagi, non sappia di essere Enzo Biagi: possibile che nessuno ancora gliel'abbia detto?' Ridemmo di cuore davanti a una tazzina di caffè 'macchiato'." Tony Golia