Bianchi Enzo Libri
Libri con argomento Bianchi Enzo BIOGRAFIE E STORIE VERE
Ogni cosa alla sua stagione Bianchi Enzo - Einaudi, 2014 - Super Et
"Ora che avverto quotidianamente l'incedere della vecchiaia, la memoria mi riporta sovente ai luoghi in cui ho vissuto..." dice Enzo Bianchi che parte con cuore, testa e memoria, alla ricerca di tutti i luoghi che hanno suscitato in lui affetti e sentimenti, dove ha trascorso l'infanzia o che ha raggiunto viaggiando. E noi partiamo con lui. Quelli che visitiamo sono angoli di mondo ma anche luoghi della vita e dell'anima. Sono il Monferrato con le sue colline, i "bric", il paese con la sua comunità, le usanze, i proverbi, l'esistenza grama, la fatica e i momenti di forte e gratuita solidarietà. Sono la cella del monaco, un luogo da dove osservare il mondo, dove diventare consapevoli delle gioie e delle sofferenze e dove prendono forma le parole con cui narrare qualcosa della vita. Un luogo in cui si ripropone sovente la domanda: che ne è di noi? Perché questo viaggio, naturalmente, è anche un viaggio nel tempo, un viaggio nella vita che scorre, nei giorni di un uomo e in quelli delle stagioni. Sono i giorni del focolare, passati a tavola conversando insieme ai famigliari e all'ospite, gustando il cibo preparato con cura e bevendo il vino che celebra e festeggia. Ma sono anche le vacanze di Natale, quando i bambini aspettavano la festa preparando il presepe e la sera della vigilia il grande ceppo, elsùc 'd Nadàl, ardeva nel camino. Sono tutti giorni che attraversano il tempo e fanno parte del nostro vivere: alcuni ci fanno soffrire, altri ci rallegrano e ancora ci stupiscono.
Vincenzo Bianchini. Medico, scrittore, poeta e artista Lashkari M. (Cur.) - Scienze E Lettere, 2024 - Il Novissimo Ramusio
"Majid Lashkari, che con grande cura e impegno si è dedicato a raccogliere voci e testimonianze che dessero luce alla vita e all'opera di Vincenzo Bianchini, si domanda nel Prologo di questo libro il perché in Iran si sia perduto il ricordo di questo medico-poeta-artista viterbese, che a quel Paese è legato indissolubilmente per scelte di vita, affetti familiari e attività professionali e artistiche. La stessa domanda dovremmo porcela anche noi: perché oggi in Italia o anche solo a Viterbo, sua città natale, nessuno, o quasi nessuno, ha mai sentito parlare di questo uomo dai multiformi interessi, dell'"Etrusco errante" che, al di fuori degli schemi convenzionali, ha vissuto la sua vita come "passaggio nella strada del mondo", disseminando questa strada di messaggi di amore verso gli esseri umani e verso la natura e di sgomento e preoccupazione per la condizione e il destino di questi e di quella, con una straordinaria unitarietà di linguaggio composito fatto di azioni, parole e immagini? È questa la ragione che ha spinto l'ISMEO a pubblicare l'edizione italiana dell'opera di Majid Lashkari, prima ancora che questa fosse pubblicata in lingua persiana e in lingua inglese. E che sia io a curare questa edizione non è un caso. Le ricerche per ricostruire la vita fuori dall'ordinario di Vincenzo Bianchini e renderla nota al pubblico nascono parallele e indipendenti in Iran e in Italia. In Iran, Majid Lashkari, spinto da curiosità ed entusiasmo, si mette all'opera per i motivi che lui stesso ci racconta nel Prologo. In Italia, a Viterbo, all'interno del corso di Storia del viaggio e dei viaggiatori in Medio Oriente, attivo presso il Dipartimento di Scienze umane, della comunicazione e del turismo dell'Università degli studi della Tuscia e da me tenuto, Vincenzo Bianchini è stato trattato più volte come autore di Acqua del diavolo, un appassionante libro di viaggio e di esperienze di pratica medica in Iran, pubblicato nel 1962. Dalle sue parole è scaturita la voglia di saperne di più. Le ricerche in rete e l'incontro con Paolo Bianchini, regista cinematografico e figlio di Vincenzo, hanno permesso un grande passo avanti nella difficile raccolta del materiale documentario per ri¬costruire l'esperienza umana vissuta in profondità da un uomo che ha agito in diverse aree del mondo (Europa, Asia, Africa) spinto da una concezione universalistica e spiritualistica dell'esistenza e alla continua ricerca di aree desolate e difficili, dove prendersi cura e restituire dignità ad una umanità emarginata e priva di voce propria." (dall'introduzione di Ela Filippone)
Ogni cosa alla sua stagione Bianchi Enzo - Einaudi, 2010 - Frontiere Einaudi
"Ora che avverto quotidianamente l'incedere della vecchiaia, la memoria mi riporta sovente ai luoghi in cui ho vissuto..." dice Enzo Bianchi che parte con cuore, testa e memoria, alla ricerca di tutti i luoghi che hanno suscitato in lui affetti e sentimenti, dove ha trascorso l'infanzia o che ha raggiunto viaggiando. E noi partiamo con lui. Quelli che visitiamo sono angoli di mondo ma anche luoghi della vita e dell'anima. Sono il Monferrato con le sue colline, i "bric", il paese con la sua comunità, le usanze, i proverbi, l'esistenza grama, la fatica e i momenti di forte e gratuita solidarietà. Sono la cella del monaco, un luogo da dove osservare il mondo, dove diventare consapevoli delle gioie e delle sofferenze e dove prendono forma le parole con cui narrare qualcosa della vita. Un luogo in cui si ripropone sovente la domanda: che ne è di noi? Perché questo viaggio, naturalmente, è anche un viaggio nel tempo, un viaggio nella vita che scorre, nei giorni di un uomo e in quelli delle stagioni. Sono i giorni del focolare, passati a tavola conversando insieme ai famigliari e all'ospite, gustando il cibo preparato con cura e bevendo il vino che celebra e festeggia. Ma sono anche le vacanze di Natale, quando i bambini aspettavano la festa preparando il presepe e la sera della vigilia il grande ceppo, elsùc 'd Nadàl, ardeva nel camino. Sono tutti giorni che attraversano il tempo e fanno parte del nostro vivere: alcuni ci fanno soffrire, altri ci rallegrano e ancora ci stupiscono.