Boni Giacomo Libri
Libri con argomento Boni Giacomo SCIENZE UMANE
Regia. Nuovi dati archeologici dagli appunti inediti di Giacomo Boni Carnabuci Elisabetta - Quasar, 2013 - Lexicon Topographicum Urbis Romae.Supp. 2
Lo studio di Elisabetta Carnabuci, dedicato allo scavo condotto nel 1899 da Giacomo Boni alla Regia nel Foro Romano, si inquadra nell'ambito della proficua collaborazione istituita tra la cattedra di Topografia di Roma e dell'Italia Antica dell'università degli Studi di Roma "la Sapienza" e la Soprintendenza Archeologica di Roma (ora Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma). Obiettivo di questo ampio e complesso programma di ricerca, avviato e diretto da Ferdinando Castagnoli, era l'edizione critica complessiva degli scavi condotti da Giacomo Boni nell'intera area forense, da attuare con una serie di tesi di laurea. Va ricordato che l'autrice ha già pubblicato la prima parte della sua tesi, ovvero la documentazione del Boni relativa all'indagine condotta nel 1904 nella zona dell'Arco di Augusto, edizione promossa dal compianto maestro Alessandro Stucchi nel 1991 (L'angolo Sud-Orientale del Foro Romano nel manoscritto inedito di Giacomo Boni, MemAccLinc, IX, I, 4. 1991, pp. 248-365). L'edizione della cartella di appunti sullo scavo della Regia.
In Sacra via. Giacomo Boni al Foro romano. Gli scavi. Ediz. illustrata. Con CD-ROM Fortini P. (Cur.) Taviani M. (Cur.) - Electa, 2014 - Soprintendenza Archeologica Di Roma
"In Sacra via. Giacomo Boni al Foro Romano. Gli scavi", curato da Patrizia Fortini e Miriam Taviani, documenta le indagini sulla via Sacra al Foro Romano condotte tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del secolo successivo da Giacomo Boni, vero pioniere dell'archeologia italiana.
Giacomo Boni. L'alba della modernità. Ediz. illustrata Russo A. (Cur.) Paribeni A. (Cur.) Altieri R. (Cur.) - Electa, 2021 - Soprintendenza Archeologica Di Roma
Il catalogo accompagna la mostra omonima (Roma, Parco archeologico del Colosseo, 14 dicembre 2021 - 30 aprile 2022) incentrata sulla figura di uno dei più importanti archeologi italiani tra XIX e XX secolo: Giacomo Boni (1859-1925). Numerosi saggi delineano la poliedrica e moderna personalità di Boni, facendo il punto sulla ricezione e l'eredità della sua figura e ripercorrendo anche il contesto politico, culturale e artistico nel quale è cresciuto e si è affermato. Autodidatta, con una formazione di disegnatore e attivo in cantieri veneziani, Giacomo Boni col tempo diviene archeologo e architetto sviluppando metodi innovativi di scavo - a cominciare da quello stratigrafico -, di restauro e di valorizzazione. Già in giovane età, il credito acquisito presso eminenti figure della cultura anglosassone, a cominciare da John Ruskin e William Morris, le amicizie veneziane e milanesi - in particolare Primo Levi e Alberto Carlo Pisani Dossi - e, grazie a quelle, l'ingresso nei circoli intellettuali sostenitori di Francesco Crispi lo portano a Roma. In un contesto culturale in cui si intrecciano la passione per l'archeologia e l'interesse per la contemporanea arte inglese, risulta incoraggiata dall'operato di Boni una nuova visione dell'Antico che l'arte simbolista porta al pieno sviluppo all'inizio del Novecento. Tra le sue scoperte, condotte ricorrendo a un linguaggio nuovo, non accademico, e alla fotografia, si ricordano in particolare il Tempio di Vesta, il complesso della fonte sacra di Giuturna e la chiesa medievale di Santa Maria Antiqua, con il ciclo pittorico bizantino. Per il Palatino, Boni approfondisce i temi della flora, interesse che lo accompagna tutta la vita, di cui resta traccia nell'ordinamento del giardino degli Horti farnesiani e in quel roseto che porta ancora il suo nome e dove è sepolto. Come evidenziano sia la mostra sia il catalogo, il progetto museografico realizzato da Boni in quegli anni per il Foro Romano e il Palatino è il risultato di una molteplicità di interessi e incontri, e si presenta straordinariamente attuale e innovativo: forse il primo esperimento di parco archeologico in cui natura, resti antichi, ricostruzioni filologiche, rievocazioni e divulgazione tendono a fondersi in armonia.