Browne Thomas Libri
Libri con argomento Browne Thomas LETTERATURA E STUDI LETTERARI
I geroglifici di Sir Thomas Browne Calasso Roberto - Adelphi, 2018 - I Peradam
Prima di essere decifrati da Champollion, i geroglifici egiziani vennero interpretati - in una lunga e grandiosa linea di pensiero che va dalla tarda antichità al diciassettesimo secolo, da Plotino ad Athanasius Kircher - come una lingua non discorsiva, segreta e rivelatrice, fatta solo di immagini. Sir Thomas Browne (1605-1682) pose in atto questa concezione in tutta la sua opera di erudito e sommo prosatore - opera discreta, elusiva, difficilmente classificabile; fondata su di una cultura composita, stratificata e ormai remota; scritta in una lingua coperta dalla patina del tempo, in cadenza naturalmente religiosa e cerimoniale. Un'opera che si presenta come una complessa figura sul punto di disfarsi, come un mosaico le cui tessere stiano per essere separate e disperse. Alcuni degli elementi che sono delicatamente congiunti in quelle pagine, in un equilibrio ricco e precario, non si sono mai più ritrovati in così stretto contatto. In Browne la medicina e la teologia, l'erudizione antiquaria, la scienza naturale e il simbolismo ermetico si compongono in un solo discorso dalle molteplici e divergenti articolazioni. Il tempo, che ha rivelato sempre più lo splendore della sua prosa, ha anche confuso i tratti di quel discorso, ne ha offuscato i diversi significati. In quegli scritti alcune parole sono creste di continenti sommersi, sicché la perlustrazione delle topografie nascoste dovrebbe precedere ogni giudizio sull'opera. Una traccia può esser data dalla parola «geroglifico».
Il curioso bestiario di Sir Thomas Browne Browne Thomas Canepa L. (Cur.) Pinna M. (Cur.) - Wom Edizioni, 2024 - Ivory
Rappresentato con piedi, ali, coda di serpente e una cresta, si pensava che il basilisco nascesse dall'uovo di un gallo incubato da un serpente o da un rospo, che uccidesse da lontano, e che avesse il potere di avvelenarci attraverso lo sguardo. Del grifone si credette a lungo che fosse della razza degli animali misti, e che rassomigliasse all'Aquila davanti, e al Leone dietro; avesse ritte orecchie, quattro zampe e una lunghissima coda. Agli occhi di Tertulliano la fenice era famosa per il suo carattere unico, e mostruosa per il suo modo di riprodursi: ridandosi la vita celebrando al contempo il proprio funerale. Per primo Nicandro affermò che l'anfisbene fosse una specie di serpentello, che cammina sia in avanti che all'indietro, e che gode del privilegio unico di avere due teste. Fu infine Pierio Valeriano a dirci che, sebbene comunemente si pensi che una salamandra spenga il fuoco, l'esperienza ci dimostra invece che, lungi dallo spegnere i carboni ardenti, essa vi muore immediatamente. Un bestiario di "animali fantastici" - errori popolari provenienti da leggende urbane e rurali del XVII secolo - che Browne, da attento osservatore della realtà, reinterpreta in maniera misterica e con arguzia e umorismo unici. Il tutto inciso con sapienziale maestria da Sir Leonardo Marenghi.