Cage John Libri
Libri con argomento Cage John Filosofia
Heidegger, Hölderlin & John Cage Eldred Michael - Semar, 2000 - Saggistica
Un saggio che paragona l'arte di Cage e il pensiero di Heidegger che, secondo l'autore, senza aver comunicato tra loro, appartengono allo stesso evento storico della fine della metafisica.
La ricerca di John Cage. Il caso, il silenzio, a natura Cuomo V. (Cur.) Distaso L. V. (Cur.) - Mimesis, 2013 - Filosofie
Il desiderio di pensare ancora una volta la figura di John Cage (1912-1992) non è motivata solo da fattori meramente cronologici (centenario della nascita a Los Angeles, ventennale della scomparsa a New York), ma dalla consapevolezza che l'attuale presente, più che mai, si sta configurando come un'esposizione delle profezie racchiuse nel suo lavoro. Partendo dalle idee centrali che hanno contrassegnato il suo percorso (sperimentazione e casualità, organizzazione del suono e aleatorietà, astrazione e neorealismo, gestualità e autonomia del suono) si può scorgere come le apparenti contraddizioni di queste polarità marchino tuttavia la coerenza di un'epoca che, ancora una volta, ripensa il fondamentale rapporto tra arte e vita. John Cage è, infatti, figura che sintetizza e mette in questione alcune istanze primarie del rapporto che l'arte istituisce con la vita, sia sul versante della natura che su quello della società, coinvolgendola lungo tutto il crinale dell'ascesa e del declino della tarda modernità occidentale, ripensata attraverso il linguaggio della musica e della danza. Il suono, come una delle due modalità di presenza del silenzio, e l'azione, come uno dei due possibili modi dell'inazione, diventano fattori di una declinazione non solo artistica di "pensare" e "dare a pensare" oltre i linguaggi della ratio, che fanno di Cage uno dei protagonisti più emblematici del secolo scorso e, per questo, del tempo avvenire.
La durata infinita del non suono Arena Leonardo V. - Mimesis, 2013 - Eterotopie
John Cage non sceglie né il suono né il silenzio, bensì il non-suono in una versione taoista e zen; e sorride, come tutti i grandi maestri zen. Si addentra nella dimensione dove il non-suono è lasciato essere, senza che il compositore pretenda di incanalarlo in una direzione prestabilita. Così affine a Brian Eno, Erik Satie e persino a Schönberg, con cui disimparò lo studio dell'armonia, Cage richiede un ascolto attento, attraverso il terzo orecchio che scopra il nudo della musica. Arena ci invita, in questo studio sul "brano silenzioso" di Cage, a recepirlo con mente vuota, ad accogliere questo rappresentante del nonsense. Potremo persino captare una dimensione infinita, e partecipare al "Satori" dello stesso Cage: ce ne vuole per imparare a suonare 4'33", o ad ascoltarlo, come scoprirà il lettore stesso al termine dell'opera.