Colleoni Bartolomeo Libri
Libri con argomento Colleoni Bartolomeo EUROPA
Sulle orme del condottiero. I «luoghi» di Bartolomeo Colleoni nella terra di Bergamo. Ediz. italiana e inglese Baldi Eugenio - Grafica E Arte, 2017 -
Sulle orme del condottiero. I «luoghi» di Bartolomeo Colleoni nella terra di Bergamo. Ediz. italiana e inglese - Grafica e Arte
Colleoni e Carlo il Temerario. Con la conferenza di Karl Bittmann «Carlo il Temerario e Colleoni» dell'anno 1957 Paravicini Werner - Velar, 2018
«È quasi trascorso un secolo da quel 1923 che vide la pubblicazione, in Bergamo, della monumentale Vita di Bartolomeo Colleoni di Bortolo Belotti: monumentale e, come spesso avviene per opere di quel calibro, tale da scoraggiare a lungo rivisitazioni del profilo storico del personaggio, lasciando spazio piuttosto, specie in anni recenti, a riflessioni rivolte ad aspetti più specifici della sua multiforme, incisiva e durevole azione. Ora, al compiersi di un altro ventennio, il nuovo, diffuso recupero di attenzione rivolta dal pubblico ai "luoghi colleoneschi" e dai loro moderni gestori alla figura del fondatore mi sembra trovare un opportuno coronamento nell'edizione italiana del lavoro di Werner Paravicini, oltreché una meritata integrazione della sua stessa fatica.» (dalla presentazione di Ajardo Agliardi, Presidente del Luogo Pio delle Pietà Istituto Bartolomeo Colleoni).
Bartolomeo Colleoni e le compagnie di ventura nel XV Secolo Cristini Luca S. Radaelli Matteo Durand Nadir - Soldiershop, 2014 - War In Colour
Bartolomeo Colleoni iniziò la sua carriera militare, come scudiero, all'età di 15 anni presso Filippo Arcelli signore di Piacenza. Nel 1424 era, al servizio del condottiero Jacopo Caldora, al comando di una squadra di 20 cavalli. Con il Caldora entrò nella corte di Giovanna II di Napoli; partecipò alla battaglia dell'Aquila, 1424, contro Braccio da Montone, che venne sconfitto e rimase ucciso. Si distinse nell'assedio di Bologna, 1425, sotto le insegne del Caldora, per il Papa. La guerra cominciò a dare i suoi frutti, il suo nome si diffuse e la sua fama crebbe tanto da essere notato da Venezia. Iniziò così un lungo rapporto che, tra alti e bassi, segnò la sua vita e gli diede alla fine quella fama di condottiero tanto ricercata oltre alla connessa ricchezza. Fu un rapporto, di odio/amore, che vide sempre nel Colleoni una pulsione verso la Serenissima, pulsione ampliata dalla ricerca di riconoscimenti della propria capacità bellica e anche dalla gratitudine per quanto di onori e ricchezze la Repubblica gli darà, non ultimo quell'anelato monumento equestre da erigersi in piazza San Marco... e che invece finirà nel campo san Pietro e Paolo...