Dacia Libri
Libri con argomento Dacia EUROPA
Il monte fiorito. Contributi a un'ermeneutica dell'immaginario Dragan Radu - Agorà & Co. (Lugano), 2019 - Lo Specchio Di Dioniso
Può un dio sparire senza lasciare traccia nella cultura e nel sentimento religioso di un popolo? Come interpretare la scomparsa di una figura religiosa il cui mito incentrato sull'esistenza di una vita eterna dopo la morte sembra anticipare il cristianesimo? A partire da queste domande, il volume di Radu Dragan riesamina le vicende legate al mito di Zalmoxis, sacerdote-legislatore-sciamano-dio dei Geti, di cui indaga le fonti classiche, principalmente greche, e discute le interpretazioni dei commentatori antichi e moderni, fino alla sua riscoperta da parte degli esoteristi rinascimentali, i primi dei quali nella Firenze dei Medici furono Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, fino alla sua diffusione negli ambienti esoterizzanti di lingua tedesca con Johannes Reuchlin e Agrippa di Nettesheim. Questa sorprendente rinascita, dopo secoli di oblio, farà della figura di Zalmoxis non soltanto uno dei grandi riformatori religiosi al fianco di Mosè e Zarathustra, ma anche un padre dell'alchimia, come testimoniano alcuni libri d'emblemi della prima metà del XVII secolo.
La Dacia pre-romana e romana, i rapporti con l'impero - Accademia Naz. Dei Lincei, 1982 - Atti Dei Convegni Lincei
La Dacia pre-romana e romana, i rapporti con l'impero - Accademia Naz. dei Lincei
Gli italici nella dacia romana Zerbini Italo - Rubbettino, 2012 - Università
All'indomani della conquista della Dacia nel 106 d.C. l'imperatore Traiano nel pianificare le modalità di inclusione della nuova provincia nell'Impero e nel delinearne le direttrici di sfruttamento delle risorse si trovò dinnanzi ad una realtà che non consentiva l'applicazione del tradizionale modello di colonizzazione e romanizzazione, in quanto le élite dirigenti della società dacica, essendosi strenuamente opposte sino alle estreme conseguenze, erano state annientate. Nella colonizzazione e romanizzazione della Dacia di notevole rilievo, come testimoniano le attestazioni epigrafiche, dovette essere l'apporto degli Italici, che non solamente costituirono la maggioranza dei ceti superiori e delle élite dirigenti nelle città, ma rappresentarono e incarnarono il modello culturale dominante.