De Rocchi Francesco Libri

Libri con argomento De Rocchi Francesco Storia dell’arte e stili artistici: dal 1900 in poi

Ricordo di mio padre Francesco De Rocchi libro
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LIBRO   9788842225140

Ricordo di mio padre Francesco De Rocchi De Rocchi Piera Rosa  Fogazzi G. B. (Cur.)   -  Allemandi, 2020  -  Varia

«Il sogno di tutti i critici d'arte è leggere libri d'arte non scritti da critici. [...] Il libro di Pier Rosa De Rocchi, raccolto con affettuosa cura da Giovanni Battista Fogazzi e voluto con altrettanto affetto da Rosanna Sangalli, è uno di questi. [...] È una testimonianza nel senso più preciso, perché la parola deriva dal latino testis o ter-stis, cioè «che sta come terzo». E chi è più terzo di un figlio, in questo caso dell'unica figlia dell'artista? [...] De Rocchi è stato, nella pittura italiana degli anni trenta, una delle voci più liriche. È un protagonista del Chiarismo, un movimento che a torto è stato considerato una anticipazione indebolita di Corrente ed è invece stato il primo, a Milano, a sostituire alla visione dell'uomo classica, coltivata dal Novecento di Sironi e Margherita Sarfatti, una visione dell'uomo romantica, dominata dalla precarietà e dall'incertezza. Nell'ambito del Chiarismo De Rocchi si è distinto per una «maniera monocroma» che appartiene solo a lui. Innamorato fin da ragazzo del Concerto di angeli musicanti di Gaudenzio Ferrari e delle opere del Luini, che vedeva nel santuario di Saronno dove era nato, appassionato di Masolino e del Foppa, che aveva conosciuto l'uno nella vicina Castiglione Olona, l'altro a Sant'Eustorgio e nei musei di Milano, De Rocchi aveva studiato nei primi anni venti all'accademia di Brera con Ambrogio Alciati, come la maggior parte dei chiaristi. Alla lezione di Alciati, tardo seguace della Scapigliatura, aveva sovrapposto quella di Cézanne e infine la scoperta di Modigliani.» (dall'introduzione di Elena Pontiggia)

€ 15.00 € 14.25
LIBRO   9788857207247

Il chiarismo. Omaggio a De Rocchi. Luce e colore a Milano negli anni Trenta. Ediz. illustrata Pontiggia E. (Cur.)   -  Skira, 2010  -  Arte Moderna. Cataloghi

Agli inizi degli anni trenta, a Milano, un piccolo nucleo di artisti si dedica a una pittura chiara, impostata soprattutto sulla luce. I più vecchi di loro hanno poco più di trent'anni, e si raccolgono intorno al critico Edoardo Persico, che è altrettanto giovane (morirà nel 1936, a trentacinque anni). Sono Angelo Del Bon, Francesco De Rocchi, Cristoforo De Amicis, Umberto Lilloni, Adriano Spilimbergo, a cui vanno aggiunti Renato Vernizzi, Goliardo Padova, Oreste Marini e altri. Nelle loro opere un nuovo rapporto fra arte e sentimento, fra arte e vita, subentra all'arte classicheggiante del Novecento italiano; un senso inquieto della brevità del tempo sostituisce la ricerca di una dimensione di eternità; il linguaggio soggettivo dell'emozione, della fantasia, del colore succede al disegno oggettivo. Anche la rappresentazione dell'uomo si modifica: le figure compatte, potenti, del "Novecento" cedono spazio a una famiglia di figurette disorientate, oppure a figure grandi, ma eteree e inconsistenti. Nasce così una pittura che comunica un senso di fragilità e di vulnerabilità. La luce di cui è intrisa non è una luce solare, ma una luce pallida, più da limbo che da paradiso terrestre. Definita inizialmente "romanticismo impressionista", questa pittura verrà chiamata da Leonardo Borgese nel 1935, e poi da Guido Piovene, chiarismo. Il volume esamina appunto questo movimento e uno dei suoi protagonisti, Francesco De Rocchi (1902-1978), autore di alcune opere tra le più poetiche del periodo.

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