Gentile Giovanni Libri
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- 9788884103659 Giovanni Gentile. L'inizio e la fine
- 9788815395382 Giovanni Gentile
La marcia sulla Minerva. Il dominio politico della «più fascista» delle riforme 1922-1924 Genovesi Piergiovanni - Rubbettino, 2025 - Università
La definizione della riforma scolastica di Giovanni Gentile quale «marcia sulla Minerva» - dal nome, Minerva, con cui ci si riferiva al Ministero della Pubblica istruzione - introduce direttamente il tema conduttore di questo volume: la centralità politica che l'operato del ministro Gentile ebbe nella delicata fase di avvio del regime. Al centro del volume, dunque, non vi è un'analisi dettagliata della riforma, né la vita del filosofo, né tanto meno la sua morte, né il suo pensiero filosofico. Al centro del volume vi è il domino politico che prese vita attorno all'attuazione della riforma e che, tra ambiguità e fraintendimenti, opportunismi e camuffamenti, nel corso di due anni offrì a Mussolini inediti spazi di manovra, aprendo varchi nella tenuta degli schieramenti socialista, cattolico e liberale, gettando ponti per un'attiva collaborazione con la Santa Sede e permettendo, prima di tutto, il rafforzamento della propria leadership all'interno dello stesso partito fascista.
«Non credo neanch'io alla razza». Gentile e i colleghi ebrei Simoncelli Paolo - Le Lettere, 2013 - La Nuova Meridiana. Sezione Storia
I rapporti di stima e di amicizia tra Gentile e molti colleghi ebrei si intensificano dopo le leggi razziali. Il ricorso a Gentile per consiglio, per aiuto, non rimane vano. Gentile incontra Mussolini a palazzo Venezia la sera del 29 agosto 1938. Testimonierà di avergli detto ben chiaro di non credere alla razza. Procederà a protestare col duce e ad aiutare i colleghi ebrei; e non solo privatamente. Ripetute e pubbliche le sue prese di posizione antirazziali. L'ampia documentazione inedita raccolta, dagli epistolari agli atti d'ufficio presso i ministri dell'Educazione nazionale e della Cultura popolare, Bottai e Pavolini, dimostra la gamma varia ma costante di interventi a sostegno di intellettuali ebrei, noti e meno noti che vedono in Gentile il loro unico sostegno. Emerge per contro l'amara constatazione dell'opportunismo anche antisemita, il coro pubblico di non richiesto sostegno razzista di ben altri e insospettabili esponenti della cultura italiana, poi corsi nel dopoguerra a "cancellare le tracce" del loro vergognoso comportamento.
Il Gentile dei fascisti. Gentiliani e antigentiliani nel regime fascista Tarquini Alessandra - Il Mulino, 2009 - Il Mulino/Ricerca
Questo libro parla del rapporto che intercorse tra Giovanni Gentile e il fascismo dal 1922, quando il filosofo fu nominato Ministro dell'Istruzione nel primo governo Mussolini, al 1944 quando venne ucciso dai partigiani. L'autrice discute le varie reazioni, in termini di sostegno o di critica, che l'opera e il pensiero gentiliani suscitarono nel mondo fascista, fra esponenti del partito e membri del governo, filosofi, storici e giuristi, giovani fascisti e docenti universitari. Alcuni videro in Gentile il principale teorico del fascismo, lo difesero dalle critiche che egli ricevette negli anni fra le due guerre e ne condivisero il progetto politico e culturale. Altri, invece, che consideravano la sua influenza sulla cultura italiana un pericolo per il regime, lo avversarono strenuamente.