Maffei Scipione Libri
Libri con argomento Maffei Scipione Lingue romanze, italiche e reto-romanze
«Mai non mi diero gli dei senza un egual disastro una ventura». La «Merope» di Scipione Maffei nel terzo centenario (1713-2013) Zucchi E. (Cur.) - Mimesis, 2015 - Mimesis. L'ippogrifo
Nel corso del Settecento la "Merope" del veronese Scipione Maffei non è stata soltanto investita del ruolo di tragedia di riferimento per la creazione di un canone drammaturgico italiano, ma ha costituito anche il motore fondamentale di una discussione, di rilievo europeo, sulla funzione del teatro in età moderna. Allo straordinario successo dell'opera, tuttavia, fece seguito sin dal XIX secolo un rapido oblio, da parte sia del pubblico che della critica. In questo senso, i due versi pronunciati da Merope e scelti come titolo del convegno "Mai non mi diero i Dei / Senza un ugual disastro una ventura" sintetizzano al meglio la contrastata fortuna della tragedia maffeiana, di cui il presente volume offre una rilettura critica in occasione del terzo centenario dalla sua prima messa in scena (Modena, 1713).
Il letterato e la città. Cultura e istituzioni nell'esperienza di Scipione Maffei Marchi G. P. (Cur.) Viola C. (Cur.) - Cierre Edizioni, 2009 - Nord Est. Nuova Serie
Il letterato e la città. Cultura e istituzioni nell'esperienza di Scipione Maffei - Cierre edizioni
Le lettere di Scipione Maffei ad Angelo Calogerà Associazione Conoscere Eurasia (Cur.) Biblioteca Nazionale Di San Pietroburgo (Cur.) - Cierre Grafica, 2016
Da un ricco ma finora poco valorizzato fondo epistolare della Biblioteca Nazionale Russa di San Pietroburgo emergono, quasi tutte inedite, le 120 lettere che qui si pubblicano. Comprese fra il 1729 e il 1754, ne è autore il marchese veronese Scipione Maffei (1675-1755), uno dei più acuti, eclettici e combattivi intellettuali del primo Settecento italiano, allora impegnato nelle sue maggiori imprese e battaglie culturali, dalla Verona illustrata all'Istoria teologica, dalle «Osservazioni letterarie» al Museum Veronense, dal dibattito sull''impiego del danaro' alla polemica sulla magia, dall''etruscheria' all''elettricismo'. Indirizzate al padre camaldolese Angelo Calogerà (1696-1766), revisore alle stampe della Serenissima e principale redattore di alcune fra le più rilevanti testate del giornalismo erudito italiano settecentesco (su tutte la «Raccolta d'opuscoli scientifici e filologici», 1728-1754), le missive restituiscono un vivido aperçu dall'interno - stili di pensiero, meccanismi, alleanze, strategie, interessi, protagonisti e comprimari - del giornalismo erudito e dell'editoria pré-Lumières.