Marini Marino Libri
Libri con argomento Marini Marino Forme d'arte non grafiche
Marino Marini. Gli archetipi. Catalogo della mostra (Gemonio, 1 giugno-31 agosto 2008). Ediz. illustrata Astrologo Abadal D. (Cur.) Montrasio A. (Cur.) - Silvana, 2008
Il volume propone una rassegna di opere di Marino Marini che si collocano, cronologicamente, tra gli inizi degli anni trenta e il secondo dopoguerra. Si tratta di un momento storico di particolare importanza, lungo il quale è dato scorgere, nel linguaggio artistico di Marini, l'affermazione di due stati d'animo differenti. Se infatti prima l'artista trasmetteva, attraverso le sue opere scultoree, un senso di profonda armonia, nel periodo immediatamente successivo al conflitto mondiale tenderà invece a esprimere il dolore e l'angoscia procurati dalla guerra e dalle tensioni politiche internazionali. Un aspetto della rassegna approfondito nel catalogo è certamente la presenza della tradizione classica, da cui, al di là di scelte formali naturalmente legate al contesto culturale del suo tempo, i capolavori di Marini hanno tratto costante ispirazione. Accanto alle sculture in gesso, terracotta e ceramica, viene qui presentata una serie di opere su carta, che consente di mettere in luce la qualità grafica e pittorica di Marini. Il volume, che accoglie numerosi interventi critici, è corredato da apparati biografici.
Matto come un cavallo. Cavallo e cavaliere nell'opera di Marino Marini. Ediz. illustrata Andreoli Vittorino - Centro Di, 2019
Della produzione scultorea di Marino Marini la serie dei Cavalli e Cavalieri è per Vittorino Andreoli la sola che affascini la sua mente di psichiatra. L'autore compie dunque un affondo sul tema del cavallo e del cavaliere, da considerare come un insieme che diventa nell'opera di Marini un topos, la rappresentazione del rapporto tra l'uomo e il mondo. In questo studio, Andreoli segue le vicende biografiche di Marino Marini avvalendosi della letteratura critica e degli scritti dell'artista, ricava dalla propria memoria le immagini di cavalli - romanzesche, artistiche, bibliche e persino familiari - che hanno attraversato la sua vita e la storia, per preparare lo sguardo a soffermarsi su come la coppia cavallo-cavaliere subisca una metamorfosi nell'arte di Marini: da forma nello spazio che unisce linee verticali (l'uomo) e orizzontali (l'animale) in un'architettura statica di calmi equilibri, l'insieme, nelle opere degli anni cinquanta, risulta ribaltato e viene rovesciato il ruolo di dominio del cavaliere sul cavallo, fino a invertire l'orientamento degli elementi e a rendere tragiche e indistinguibili le forme dell'uno e dell'altro. Lo psichiatra segue quindi le variazioni di questa geometria delle relazioni umane, proponendo di approfondirne la comprensione attraverso i disegni di Elena Bombardelli che traducono in linee essenziali le sculture di Marini. L'analisi si conclude con una riflessione su Marino Marini come scultore tragico: i toni apocalittici che l'artista stesso usava per descrivere le sue statue di cavalieri, sempre meno abili domatori di cavalli tornati a essere selvaggi, inducono a percepire una rottura tra l'uomo e il mondo, l'immagine triste e drammatica della società del Novecento che bene rappresenta anche il tempo presente.