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L'invisibile. Matteo Messina Denaro Di Girolamo Giacomo - Il Saggiatore, 2017 - La Cultura
Ha fama di playboy esuberante. È appassionato d'arte e archeologia oltre che di automobili e abbigliamento di lusso; ama Diabolik e i videogiochi, cita la Bibbia e Daniel Pennac. È un assassino spietato: «Con le persone che ho ucciso» dice «potrei riempirci un cimitero». Pupillo di Totò Riina, da Castelvetrano, in provincia di Trapani, ha costruito il proprio impero arrivando ai vertici della mafia. Si è arricchito con le estorsioni, la droga, gli appalti, ma anche con gli impianti eolici, la sanità, i supermercati, i villaggi turistici. Introvabile dal 1993, Forbes lo ritiene il terzo latitante più pericoloso al mondo. È Matteo Messina Denaro, il più importante capo di Cosa Nostra ancora in libertà. "L'invisibile" non è solo la biografia più accurata dell'ultimo dei boss: inchiesta, testimonianza, invettiva, è anche il ritratto di una Sicilia in perenne equilibrio fra tragedia e farsa. In questa edizione completamente riscritta, aggiornata con fatti e documenti inediti che illustrano la metamorfosi del potere mafioso, Giacomo Di Girolamo continua a rivolgersi a «Matteo». Gli dà del tu, e tratteggiando la sua storia criminale - la famiglia, gli amici, le donne; gli affari, i pizzini, gli omicidi e le spacconerie; le insospettabili protezioni di imprenditori, politici e professionisti - compone il mosaico di una Cosa Nostra ormai invisibile quanto il suo capo. Matteo Messina Denaro è il simbolo di una mafia che dopo le stragi del 1992-1993, di cui il boss fu protagonista diretto, ha scelto la strategia dell'inabissamento; una mafia silente che non ha più bisogno di sparare,
L'invisibile. Matteo Messina Denaro Di Girolamo Giacomo - Editori Riuniti, 2010 - Report
Questa non è una semplice biografìa di uno dei più pericolosi latitanti al mondo. Questa non è un'inchiesta sulla figura di Matteo Messina Denaro, l'invisibile boss di Cosa nostra. È qualcosa di più. E un grido sofferto e appassionato di chi certamente merita "questo cielo di Sicilia". È acqua, perché i siciliani possano sciogliere le proprie coscienze addormentate, divenute "statue di sale" corrose da un vento di scirocco che non dà mai tregua. È un viaggio dentro la mentalità mafiosa, attraverso le connivenze con i politici, gli amministratori, gli imprenditori e i semplici cittadini collusi con un efferato e sanguinario potere criminale. È un romanzo, una fotografia di una terra di frontiera, che è comunque Italia, tra pericolose amicizie, servizi deviati, omicidi, rapimenti e stragi su cui molto rimane da raccontare. Ma è soprattutto una voce di speranza per quanti, come Giacomo Di Girolamo, non si vogliono arrendere e continuano, con ostinazione, a denunciare e raccontare, parafrasando Leonardo Sciascia, "come se" non fosse troppo tardi per salvare una terra bellissima e disperata allo stesso tempo. E dunque è, più semplicemente, una dichiarazione d'amore per una Sicilia che ancora si riconosce in Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Libero Grassi e quanti, come loro, non hanno voltato la testa dall'altra parte. I veri uomini e le vere donne d'onore. (Prefazione di Attilio Girolamo)