Mozzanica Giuseppe Libri
Libri con argomento Mozzanica Giuseppe Storia dell’arte e stili artistici: dal 1900 in poi
Giuseppe Mozzanica. La scultura. Ediz. illustrata Caramel Luciano Marabelli Serena Paola Gasparini Lucia Cimoli A. C. (Cur.) - Silvana, 2017 - Arte
Sottratta a quel cono d'ombra in cui la sua intima coerenza e il riserbo del suo protagonista rischiavano di relegarla, la vicenda artistica dello scultore meratese Giuseppe Mozzanica (1892-1983) viene qui raccontata per la prima volta. L'amore intransigente per la realtà, lo studio accanito della natura, la fedeltà totale al vero ne costituiscono le note salienti: una vera e propria fede, oltre che un modo di guardare. Dagli studi all'Accademia di Brera sotto la guida di Giuseppe Graziosi, all'affermazione in ambito locale come partecipe cantore della Grande Guerra e sensibile ritrattista, fino al riconoscimento ottenuto con la scelta di due opere - il "Calciatore" e il "Vogatore" - al concorso per lo Stadio dei Marmi di Roma, Mozzanica non deflette mai dalla propria fede in un bello di ispirazione classica. Studio anatomico, proporzione, armonia sono le sue parole d'ordine, applicate alla realtà popolaresca di una Lombardia ancora in parte rurale. A partire dalla collezione di lastre e stampe fotografiche, testimonianza di un metodo ma anche straordinario documento di storia sociale, il fondo Mozzanica racconta una vicenda appartata e coraggiosa, tutta al di qua delle avanguardie. I monumenti ai caduti disseminati in molti comuni lombardi, le opere funebri - di cui la città di Lecco, in particolare, è ricchissima - e poi i marmi, i bronzi, i gessi, conservati nella gipsoteca e nel polo museale di Pagnano (Merate), vengono presentati nei saggi di Luciano Caramel, Lucia Gasparini e Serena Paola Marabelli e offerti allo sguardo nelle fotografie di Alberto Lagomaggiore.
Giuseppe Mozzanica. La pittura. Ediz. illustrata - Silvana, 2013 - I Quaderni Fondazione Giuseppe Mozzanica
Il volume prosegue l'attività di approfondimento sull'opera di Giuseppe Mozzanica (Merate, 1892-1983) promossa dall'omonima Fondazione costituitasi nel 2007. Dopo una monografia dedicato alla scultura - per la quale Mozzanica è principalmente famoso - e un quaderno sulle opere di arte funebre del cimitero di Lecco, questo volume ne indaga la produzione pittorica, attraverso una selezione di dipinti realizzati dai primi anni cinquanta fino alla fine degli anni settanta: la produzione spazia dai ritratti, soggetto che consente all'artista di lavorare sulla figurazione e sull'introspezione psicologica, ai paesaggi, fra cui spiccano i luoghi del suo quotidiano e i dintorni di Lecco, alle nature morte. Il catalogo è introdotto da un testo critico ed è completato da una bibliografia.
Giuseppe Mozzanica. La scultura. Ediz. illustrata Caramel Luciano Marabelli Serena Paola Gasparini Lucia Cimoli A. C. (Cur.) - Silvana, 2007
Sottratta a quel cono d'ombra in cui la sua intima coerenza e il riserbo del suo protagonista rischiavano di relegarla, la vicenda artistica dello scultore meratese Giuseppe Mozzanica (1892-1983) viene qui raccontata per la prima volta. L'amore intransigente per la realtà, lo studio accanito della natura, la fedeltà totale al vero ne costituiscono le note salienti: una vera e propria fede, oltre che un modo di guardare. Dagli studi all'Accademia di Brera sotto la guida di Giuseppe Graziosi, all'affermazione in ambito locale come partecipe cantore della Grande Guerra e sensibile ritrattista, fino al riconoscimento ottenuto con la vittoria di due opere - il Calciatore e il Vogatore - al concorso per lo Stadio dei Marmi di Roma, Mozzanica non deflette mai dalla propria fede in un bello di ispirazione classica. Studio anatomico, proporzione, armonia sono le sue parole d'ordine, applicate alla realtà popolaresca di una Lombardia ancora in parte rurale. A partire dalla collezione di lastre e stampe fotografiche, testimonianza di un metodo ma anche straordinario documento di storia sociale, il fondo Mozzanica racconta una vicenda appartata e coraggiosa, tutta al di qua delle avanguardie. I monumenti ai caduti disseminati in molti comuni lombardi, le opere funebri di cui la città di Lecco, in particolare, è ricchissima - e poi i marmi, i bronzi, i gessi, conservati nella gipsoteca di Pagnano, vengono presentati nei saggi di Luciano Caramel, Lucia Gasparini e Serena Paola Marabelli.