Orlando Valerio Rocco Libri
Libri con argomento Orlando Valerio Rocco ARTI
Vite operose di Valerio Rocco Orlando. Ediz. a colori Corbetta C. (Cur.) - Skira, 2024 - Cataloghi Arte Contemporanea
"Vite operose" è un progetto di arte partecipata e diffusa, dedicato al tema del lavoro come elemento identitario e strumento di integrazione. Nato in Franciacorta, all'interno dell'azienda Berlucchi che l'ha commissionato, si è sviluppato nelle due città Capitale della Cultura Italiana 2023 con la partecipazione di GAMeC di Bergamo e di Fondazione Brescia Musei e il fondamentale coinvolgimento di comunità di pratica locali. Un articolato percorso laboratoriale a tappe, tra Franciacorta, Bergamo e Brescia, ha portato alla selezione, da parte dell'artista, di tre pensieri - elaborati e trascritti nel corso degli incontri dai partecipanti nelle diverse località - che sintetizzano temi discussi collettivamente come le relazioni tra persone e territorio, la dignità del lavoro e l'identità di queste zone in cui si intrecciano ruralità e urbanità, natura e cultura. Le tre frasi scelte, "Il lavoro ha diversi volti", "Chi diventare?", "Formiamo Umanità", sono diventate altrettante sculture di luce al neon, rispettivamente allestite in Franciacorta sul Castello Berlucchi di Borgonato, a Bergamo nel cortile di GAMeC e nel Parco delle Sculture del Viridarium del Museo di Santa Giulia. Valerio Rocco Orlando ha formalizzato queste riflessioni in tre monumentali sculture luminose, realizzate artigianalmente con la tecnica del neon per riprodurre la grafia originale di chi le ha scritte. Opere che oggi fanno parte delle collezioni permanenti di Berlucchi, di GAMeC e Fondazione Brescia Musei.
Valerio Rocco Orlando. Portami al confine-Take me to the border. Ediz. illustrata - Silvana, 2021 - Arte
Valerio Rocco Orlando (1978), con "Portami al Confine", riflette un elemento non visibile, lo sguardo della relazione. Uno sguardo sulla città, sui Sassi, in cui ha cercato di comprendere cosa c'è dentro, cosa c'è oltre la loro stessa conformazione, cosa c'è attraverso. L'installazione è concepita come un cantiere del pensiero, un cantiere aperto nel quale si mette in scena l'incontro, svelando i processi di costruzione di un'opera, una scultura sociale oggi ospitata nelle sale di Palazzo Pomarici. "L'esperienza del confine parte sempre dall'interno. Limitare significa contenere qualcosa dentro un insieme di punti e, allo stesso tempo, include il significato di soglia. Raffigura lo stare al limite, al margine di qualcosa per un periodo iniziale, o di preparazione, necessario a conoscerci e a conoscere ciò che sta al di là della soglia stessa. Allora il passaggio del margine diventa rituale, significa aggregarsi a un mondo nuovo. [...] Negli ultimi anni ho trascorso molto tempo a Matera, manifestando in più occasioni il desiderio di essere accolto dalla città, ma soprattutto dalle persone con cui di volta in volta ho avuto modo di relazionarmi. E, a poco a poco, il paesaggio tanto connotato e ormai celebre in tutto il mondo, Patrimonio Mondiale UNESCO e Capitale Europea della Cultura, è andato fuori fuoco per mettere al centro dell'inquadratura i volti, e non i Sassi. Adele, Flavio, Angela, Giusi, Maria, Peppino, Francesco, Michele, Brunella, Serena, Mario, Tommaso, Antonio, Dario, Debora, Fabrizio, Ariam, Costantino, Angelo, Sergio, Maria Domenica, Aman, Samir, Uccio e ancora Michele hanno rappresentato il mio Confine, una soglia per guardare in modo diverso, dall'interno, ciò che ci circonda".