Pannunzio Mario Libri
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Pannunzio. Dal «Mondo» al Partito Radicale: vita di un intellettuale del Novecento Teodori Massimo - Mondadori, 2010 - Le Scie
La figura di Mario Pannunzio, forse il maggiore intellettuale liberaldemocratico italiano del dopoguerra, suscita ancora, mentre si celebra il centenario della nascita, numerosi interrogativi: era un letterato o un politico, un fascista o un antifascista, un anticomunista viscerale o un filocomunista mascherato, un anticlericale mangiapreti o un cristiano, laico e tollerante? Oggi è possibile rispondere a queste domande grazie a documenti inediti conservati presso l'Archivio della Camera dei deputati e, soprattutto, all'imponente carteggio (circa ventimila lettere scritte in poco più di trent'anni), una fonte indispensabile per saggiarne la dimensione pubblica e quella più intima e privata. E il compito che lo storico e saggista Massimo Teodori affronta con un'accurata interpretazione delle due fasi della vita di Pannunzio: quella dell'umanista a tutto tondo, che si cimenta nella pittura, nella critica letteraria, nella cinematografia e nel giornalismo culturale, e quella - a cui deve la sua fama - di maitre à penser classico e innovatore, dapprima come fondatore del più bel quotidiano dell'Italia repubblicana ("Risorgimento liberale") e poi come direttore del "Mondo", unanimemente ritenuto il miglior settimanale di politica, economia e cultura pubblicato nel nostro paese nel secolo scorso.
Amici per sempre. MArio Pannunzio e Arrigo Benedetti tra Lucca e Roma Sodini Carla - Maria Pacini Fazzi Editore, 2011 -
Il libro sfata un luogo comune e cioè che Pannunzio, abbandonata Lucca all'età di dodici anni per trasferirsi a Roma allo scopo di non subire il clima di violenza che i fascisti locali avevano creato attorno a suo padre e alla sua famiglia, abbia di fatto, vissuto quasi esclusivamente nella capitale divenuta, quindi, la città nella quale realizzò tutti i suoi progetti nel campo del giornalismo, del cinema e della pittura. Lucca finora appariva un ricordo di infanzia evocato assai bene dall'amico dei primissimi anni, Arrigo Benedetti, di cui troviamo traccia nel libro. L'autrice, con il lavoro di ricerca condotto negli archivi, ma anche attraverso le testimonianze di prima mano raccolte personalmente, ha ricostruito un "mondo" di Pannunzio che vede in Lucca un punto di riferimento costante. È stata poi per molti anni prevalente una certa leggenda costruita attorno a Pannunzio che trascorreva le sue serate nei caffè di Via Veneto a Roma con il solito gruppo di amici romani. Il libro consente di conoscere un altro gruppo di amici, quelli lucchesi, (da Mario Tobino a Carlo Ludovico Ragghianti) sui quali risalta la figura di Arrigo Benedetti, l'amico di una vita intera.