Parise Goffredo Libri
Libri con argomento Parise Goffredo Autobiografie: letterati
Lettere a Elsa Parise Goffredo Borso D. (Cur.) - Prospero Editore, 2023 - Ariel
Goffredo Parise intrattenne un rapporto intimo con una sua conterranea da sin prima di sposarsi fino agli ultimi anni di malattia. Il rapporto passò varie fasi, dall'innamoramento all'amore all'amicizia, sempre venato da una forte dose di erotismo. Elsa Fonti (1932-1993), prima di morire, antepose alle trentasei lettere di "Edo" un testo esplicativo, e ne raccomandò la pubblicazione per il loro valore intrinseco.
«Se mi vede Cecchi, sono fritto». Corrispondenza e scritti 1962-1973 Gadda Carlo Emilio Parise Goffredo Scarpa D. (Cur.) - Adelphi, 2015 - Piccola Biblioteca Adelphi
Gadda e Parise cominciano a frequentarsi nel 1961, allorché Parise acquista una casa a Monte Mario, non lontano dall'appartamento di via Blumenstihl 19 dove Gadda è approdato dopo lunghe peregrinazioni e innumerevoli camere d'affitto. Gadda ha quasi settant'anni, è sopraffatto da una gloria tardiva, atterrito dai "fucili puntati" di Garzanti e Einaudi e dalle "onoranze" che gli vengono tributate, oppresso dai ricordi, straziato da un'"orrenda solitudine". Parise ha poco più di trent'anni, cinque romanzi - fra cui un bestseller, "Il prete bello" - al suo attivo e una MGb rossa; è scettico, già annoiato dal successo, forse persino sazio del suo talento, ma capace di ammirare; capisce al volo le persone e ama metterle a nudo sottoponendole a scherzi atroci. Inaspettatamente, i due diventano amici. Gadda vede nel giovane Parise "un surreale d'impeto": gli fa leggere Darwin, cerca maldestramente di proteggerlo, si offre addirittura di prefare la ristampa di "Il ragazzo morto e le comete" e "La grande vacanza", ma soprattutto non cessa di testimoniargli un affetto e una premura che sorprendono chi conosca la compassata cerimoniosità dell'Ingegnere. Parise scarrozza Gadda incurante del suo terrore di essere visto, e criticato, a bordo di una rombante biposto, lo sfotte con un'irriverenza che cela una "profonda, alta ammirazione", gli dedica quattro memorabili scritti che, insieme alle lettere che si scambiarono, documentano una fra le più imprevedibili amicizie del Novecento.