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La battaglia di Ravenna. Il gran fatto d'arme del 1512 Spada Sergio - Il Ponte Vecchio, 2011 - Storie
Non un combattimento, ma un rito di morte. Non un episodio nella storia militare, ma una cesura nella storia degli uomini. La battaglia di Ravenna segnò il tramonto della cavalleria, che aveva lanciato il suo canto del cigno nella disfida di Barletta, ed inaugurò l'era dei massacri campali, in cui il conflitto avrebbe spento il valore individuale sotto i colpi ciechi e terrifici dell'artiglieria. Gaston de Foix, generale di vent'anni, Bayard, il cavaliere senza macchia e senza paura, Jacob, il lanzichenecco, Yves d'Alègre, leone gentile, Fabrizio Colonna nel suo orgoglio di italiano e pochi altri riuscirono ad essere attori di quello spettacolo e a guadagnare la storia, ultimi eroi cavallereschi. Sullo sfondo, decine di migliaia di persone regalarono il proprio destino a prìncipi capricciosi e distanti. Attraverso le parole del Guicciardini, del Machiavelli, dei cronisti contemporanei, il pensiero sottile di Erasmo da Rotterdam, i versi dell'Ariosto e di anonimi rimatori, quella drammatica giornata rivive, con le sue premesse e le sue conseguenze: una giornata che non conobbe vincitori, ma solo vinti.
Pasqua di sangue. La battaglia di Ravenna 11 aprile 1512 Baldini Eraldo Cani Norino Compagni Pietro - Longo Angelo, 2012 - Storia
La minuziosa ricostruzione della Battaglia ad opera di Norino Cani che, riunendoli per la prima volta insieme in una grande galleria, traccia i profili di quasi 500 protagonisti e le tavole di Pietro Compagni fanno di questo volume un libro diverso dagli altri che si sono occupati di quell'evento. Quella maledetta Pasqua di sangue del 1512 mostrava il nuovo, terribile volto della guerra, che non vedeva più, tra cavalieri avversari, uno colpirne orgogliosamente un altro con lancia e spada, ma l'anonima palla dell'archibugio di un qualsiasi sconosciuto tiratore senza aspirazioni di gloria, semplice comparsa fra migliaia e migliaia di fanti, contrapposti a pochi, eletti, protagonisti d'alto rango. La guerra non sarebbe stata più la stessa. Una carneficina senza uguali in entrambe le fazioni, una catastrofe anche per i cosiddetti vincitori che persero, insieme ai loro migliori cavalieri, il comandante dell'Armata, Gaston de Foix. La vendetta francese, cieca e disumana, sulla città messa a sacco e violentata per giorni e giorni, provocò effetti impressionanti nell'immaginario collettivo. Se la battaglia impressionò i ravennati che, direttamente, non furono coinvolti più di tanto nei combattimenti, ben più tragiche e immediate furono le conseguenze del sacco. La memoria popolare di quegli eventi assunse, col tempo, quei toni sempre più leggendari, come la storia del mostro.
Anno 1512. La battaglia di Ravenna Rassu Giovanni - Il Ponte Vecchio, 2005 - Romandíola
Anno 1512. La battaglia di Ravenna - Il Ponte Vecchio