Russo Antonio Libri
Libri con argomento Russo Antonio BIOGRAFIE E STORIE VERE
Antonio Russo Borrelli Antonio - Reality Book, 2023 - Controluce
Antonio Russo è un giornalista freelance, inviato di Radio Radicale. Viene ritrovato cadavere all'alba del 16 ottobre del 2000 in Georgia, a decine di chilometri da Tblisi, nei pressi di una base militare russa, verso le montagne caucasiche. Ha voluto lui, ha voluto fortemente seguire sul posto le atrocità commesse in Cecenia dai russi, che esprimono con brutalità, annegandole del sangue, le istanza di indipendenza del popolo ceceno. Antonio muore torturato per aver scoperto troppo di quelle atrocità, e dell'uso di armi illegali da parte dei russi. The Observer il 12 novembre del 2000 dedica tutta una pagina al caso, titolando "Was reporter killed by Putin's secret service?", concludendo così il lungo articolo: "I don't think we'll never know the truth. It's all so murky" (Non credo che sapremo mai la verità. E' tutto così torbido). L'articolo tratta anche del voto al Consiglio Economico e Sociale dell'ONU e di come, grazie al sacrificio di Antonio, due giorni dopo la morte, il 18 ottobre 2000 viene ribaltato il voto che vedeva la maggioranza degli stati membri favorevole alla richiesta di espulsione/sospensione per indegnità del Partito Radicale Transnazionale dallo Status Consultivo presso l'ECOSOC da parte della Federazione Russa, che adduce motivazioni surreali: i Radicali sostengono i terroristi ceceni, i Radicali ricevono finanziamenti dalle narcomafie internazionali, i Radicali promuovono campagne in favore della pedofilia. Antonio Russo in quel punto del mondo è diventato un impiccio: i russi non ne tollerano più la presenza, che è un problema per la diplomazia internazionale. Nel merito interviene anche il vicepresidente ONU, tanto sono forti le pressioni russe. L'uccisione di Antonio Russo è un caso eclatante, almeno quanto quello di Ilaria Alpi, la giornalista della Rai uccisa in Somalia. Ma del caso Russo non si parla. Di Antonio Russo, torturato e ucciso sotto una pressa che gli ha spaccato il torace, non si deve parlare. Questo libro ha due scopi. Per un verso ricordare la figura del giovane, coraggioso giornalista freelance assassinato. Per altro verso proporre la sceneggiatura originale del film "Cecenia", in cui Russo verrà magistralmente interpretato da Gianmarco Tognazzi. Una sceneggiatura di facile leggibilità, godibile, appassionante nello sviluppo, nata da una idea e da un soggetto suggeriti dallo stesso Russo. Probabilmente consapevole, nella sostanziale incoscienza che lo guidava, di avere il destino segnato. Ad Antonio Russo sono stati assegnati molti premi giornalistici: il Premio Andrea Barbato, il Premio Città di Trento, il Premio Sarteano, il Premio Ischia, il Premio Pietro Aretino, il Premio Saint Vincent, il Premio Val di Sole-Dimaro, il Premio Italia "Diritti Umani", il Premio Testimoni di Pace. Al suo lavoro di reporter.
«Tredici» dall'abisso alla famiglia. Testimonianza di vita Russo Antonio Ladisa Fabiana - Abrabooks, 2023
Antonio, a 17 anni, ha perso la vista. Era solo un ragazzo ma in fretta si è fatto uomo. Ha conosciuto difficoltà immense, che ha saputo affrontare grazie al suo carattere e alla sua voglia di vivere. Ha gioito per i traguardi raggiunti e si è disperato per le cocenti delusioni. Nel libro racconta quanto possa essere ricca una vita che prima ti fa toccare il fondo e poi ti fa rinascere. La sua salvezza ha un nome: Fabiana. Lei è l'amore, quello immenso e sincero, un amore che ci vede benissimo e che si pone contro tutti i pregiudizi e le paure. In queste pagine troverete 13 anni di vita dell'autore, dai 17 ai 30 anni, dalla perdita della vista alla nascita del suo primo figlio. Imparerete a riconoscere la perseveranza, la voglia di vivere e la fiducia in un futuro "luminoso". Antonio non vede, ma questo non gli impedisce di amare e vivere le sue giornate nel più intenso modo possibile.
Antonio Russo. Uno scrupoloso reporter di cuore Ottenga Barattucci Jacopo - Carabba, 2025 - Transexpress
Il 16 ottobre del 2000, in un sentiero di campagna nei dintorni di Tbilisi, un pensionato scopre il corpo di un uomo con il torace fracassato. È Antonio Russo, reporter divenuto popolare l'anno precedente in Kosovo quando restò il solo occidentale a raccontare l'ultima fase della pulizia etnica perpetrata dai serbi. In Georgia aveva raccolto significativa documentazione sulle armi proibite utilizzate dalle milizie russe sui civili ceceni, e proprio in quei giorni doveva rientrare in Italia. Sin dalle prime battute le indagini georgiane appaiono viziate da ambiguità e depistaggi, mentre l'inchiesta parallela della Procura romana si dipana su basi incerte e il solo indiziato si rivela estraneo all'omicidio. Attraverso un lavoro certosino, Ottenga Barattucci riscostruisce l'intensa vita del giornalista e smonta pezzo pezzo la duplice inchiesta sull'omicidio mettendo in luce approssimazioni, ambivalenze e omissioni, e non ultima, per ragioni e in forme diverse, la sudditanza di entrambi i Paesi alla Russia di Putin.