Salvatori Giuseppe Libri
Libri con argomento Salvatori Giuseppe Stili artistici: dal 1960 circa
Giuseppe Salvatori. Centuria. Ediz. a colori Di Stefano M. (Cur.) - Silvana, 2025 - Arte
Il volume ripercorre il lavoro degli ultimi trent'anni di Giuseppe Salvatori (Roma, 1955), artista che è stato fra i fondatori, nel 1978, dello spazio autogestito di S. Agata de' Goti a Roma e successivamente annoverato nel movimento artistico dei Nuovi-Nuovi. In questi tre decenni l'artista ha privilegiato la formula del ciclo per scongiurare la frammentazione dispersiva di opere la cui peculiarità spesso consiste nello stretto rapporto con la narrazione letteraria, di natura classica e contemporanea. Opere, quindi, sempre ancorate a un dato di realtà culturale ma anche pervase da un vissuto personale che ne trasfigura la visione in rappresentazioni singolari. Il ciclo Centuria consiste di centocinque ritratti - profili delle diverse e inesauribili figure della vita dell'artista: un lavoro in progress in cui motivi floreali si trasformano in volti, portandoci in un territorio di incanti metafisici sospeso tra il reale e il fantastico. L'opera di Salvatori sta come un'immagine in meno dell'almanacco visuale che ci circonda, e di cui abbiamo bisogno per non smarrirci e non sentirci soli, essendo coinvolti e sconvolti fin nel profondo, talvolta persino scandalizzati. Essere presenti oggi equivale a essere feriti. Al contrario, Salvatori dipinge un'immagine in meno nel nostro corredo di metafore attivate per non vedere la realtà che abbiamo davanti agli occhi. Ma finalmente è un'immagine di nessuno, un'immagine che piega la testa e si concede totalmente, diventando finalmente nostra. L'unica.
Giuseppe Salvatori. Visioni vere. Ediz. italiana e inglese - Silvana, 2023 - Arte
La pittura di Giuseppe Salvatori è una visione assoluta. La centralità della figura attraversa il corpo della pittura occidentale, ne contiene il segreto e la continuità di canto. Dagli esordi degli ultimi anni settanta, nelle forme di una neofigurazione che vieta le scorciatoie del postmoderno, la sua pittura chiede d'essere un appello alla dignità dell'umano. Non c'è nulla di fatuo nel segno decorativo se la decorazione si fa armonia e musica. Non c'è niente di nostalgico se il tratto dell'arte è la sensibilità di una poesia che guarda alla rappacificazione del dolore con la fragilità delle cose. Il lavoro di Salvatori è votato a narrare quanto il valore della realtà sia l'altezza etica del capire chi siamo veramente. Queste sue immagini restano il sogno antico e contemporaneo di un'intelligenza febbrile. Giacché dipingere vuol dire aggiungere vita alla vita.