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Libri con argomento Schillaci Toto Biografie: sportivi
Schillaci. Le notti magiche Metallo Claudio - Garrincha Edizioni, 2025 - Le Figurine
Claudio Metallo ci racconta le gesta del genio italiano Totò Schillaci, l'eroe delle Notti Magiche del Mondiale del 1990. Un viaggio dentro la vita di uno dei calciatori più importanti della sua era. Non una monografia, dimenticate i tabellini, quello che troverete in queste pagine è l'atmosfera, è l'uomo prima del calciatore, è la storia prima dei gol, è il lato nascosto del pallone. Preparatevi, riavvolgete il nastro, premete play e godetevi questa partita di carta e inchiostri, inseguendo in campo un calciatore indimenticabile. Una nuova figurina letteraria da collezionare, una nuova figurina per completare lo scaffale dei campioni.
Totò Schillaci. Non ero previsto De Rosa Corrado - 66Thand2nd, 2026 - Booksport
«Succede tutto insieme. De Napoli lancia. Giannini tocca di tacco. Vialli accarezza. Ancora Giannini che corre, la prende, la alza. Arriva Vialli e tira senza pensarci. È un tiro preciso, al volo, potente. Goycochea la respinge. Etrusco rimbalza e torna nel cuore dell'area, nel centro del mondo. Schillaci è lì. Colpisce e poi niente, solo silenzio. Napoli trattiene il fiato. L'Italia pure. Per un millesimo di secondo, ventotto milioni di italiani si domandano: possiamo permettercelo un gol così?». Totò Schillaci non era previsto. Non doveva nemmeno esserci ai Mondiali del 1990, eppure, per una breve stagione, è diventato il volto dell'Italia: gli occhi dilatati, la gioia di chi non sa bene cosa stia succedendo ma intuisce che non potrà succedere mai più. Corrado De Rosa parte da lì, da una fotografia scattata allo stadio San Paolo di Napoli dopo il suo gol nella semifinale contro l'Argentina, per raccontare non solo la storia di un uomo e di un giocatore, ma quella di una nazione intera che si specchia nei propri eroi e li consuma in fretta. Schillaci viene da una casa popolare di Palermo: è il Sud che ce la fa, il ragazzo senza pedigree che riesce a entrare, a suon di gol, nel salotto buono del calcio internazionale. Anche se, passata quella stagione leggendaria, la stessa Italia che lo aveva messo sull'altare lo nasconde sotto il tappeto. Alla fine del libro, trent'anni dopo, ritroviamo Schillaci in una clinica oncologica di Palermo. La città è bloccata per l'arresto di Matteo Messina Denaro. Al microfono di un giornalista, Totò dice: «Alle otto e un quarto sembrava il manicomio». È il suo modo di chiudere il cerchio, con l'ironia e la lucidità di chi ha capito tutto, troppo tardi ma piuttosto bene.
Solo io posso scrivere di te. Ricordi di un papà campione Schillaci Jessica - Cairo, 2025 - Voci & Voci
Nella Tribuna dello stadio di Torino, l'Avvocato Agnelli, Giampiero Boniperti e i loro illustri vicini seguivano la partita in composto silenzio, ma la loro concentrazione veniva sistematicamente interrotta dal grido proveniente da una poltroncina accanto alla loro: «Totò goool!». La voce era quella di una bambina di quasi due anni che guardava giocare suo padre e lo incitava a ogni azione, anche se il pallone era lontano. In fondo a lei, di quel pallone, non è mai importato nulla. Totò è stato Schillaci per tutti, ma per lei era ed è solo «papà». Con quella stessa voce, genuina, onesta, forte e profonda, Jessica Schillaci ci racconta di quel Totò che nessun altro ha conosciuto come lei, nella sua intimità, nella fragilità e nella paura dei suoi ultimi giorni in ospedale. Totò è stato un calciatore, un uomo e un padre, ma se del campione, delle notti magiche e di quegli occhi spiritati che hanno fatto il giro del mondo sappiamo tutto, dell'uomo e, soprattutto, del padre solo sua figlia può dirci chi era davvero. Perché lei, in quegli occhi, ci è stata e ci ha vissuto. Fino al momento in cui li ha chiusi.