Sostakovic Dmitrij D Libri
Libri con argomento Sostakovic Dmitrij D Biografie: artisti e personalità dello spettacolo
Il naufragio di Sostakovic. Arte e cultura sovietica negli anni del terrore staliniano Ferrari Giorgio - Neri Pozza, 2022 - I Colibrì
La mattina 28 gennaio del 1936 Dmitrij Sostakovic - che in quel momento si trova ad Archangelsk - sfoglia febbrilmente l'edizione della Pravda. A pagina 3 c'è un editoriale non firmato dal titolo Caos invece di musica. Per la maggior parte dei lettori quel titolo non vuol dire nulla. Per lui invece è una pietra tombale sulla sua carriera di enfant prodige della musica sovietica. Due giorni prima era andata in scena a Mosca al Teatro Bol'soj una replica dell'opera che lo ha reso famoso in tutto il mondo. Si tratta di una Lady Macbeth del distretto di Mcensk, quattro atti ispirati all'omonima novella di Nikolaj Leskov. Allo spettacolo del Bol'soj sono presenti Molotov, Mikojan e Zdanov, l'arbitro dell'ortodossia culturale comunista. Ma soprattutto è presente Stalin, incuriosito da quella musica che tutto il mondo onora. Inaspettatamente, al terzo atto Stalin abbandona il palco. Non era mai accaduto prima. È un naufragio, ma Sostakovic lo capirà due giorni più tardi. L'editoriale della Pravda è spietato e nessuno dubita che sia vergato dallo stesso Stalin, che preferisce Mozart e Beethoven alle astruserie della modernità: Fin dalle prime battute il pubblico è assalito da un'ondata di sonorità volutamente confuse e discordanti, un formalismo che accarezza il gusto morboso del pubblico borghese con una musica inquieta e nevrastenica?. Da quel momento il "nemico della patria" Sostakovic attenderà ogni notte davanti alla porta di casa l'arrivo di una Zil nera per essere tradotto alla Lubjanka e fucilato, come accadrà al suo amico regista Mejerchol'd e al maresciallo Tuchacevskij, l'eroe dell'Armata Rossa che ha avuto l'incauta idea di difenderlo. Per il resto della vita, Sostakovic resterà segnato da quell'incubo che lo trasforma - come egli stesso riconoscerà- in una marionetta, un pupazzo di carta appeso a un filo?. Ma Sostakovic è solo uno dei tanti precipitati nel buio abisso del terrore staliniano. Insieme a milioni di anonimi innocenti in quei terribili anni sparirono nelle purghe di Stalin tante voci illustri, da Osip Mandel'stam a Isaak Babel, mentre altri chinavano il capo ridotti al silenzio, come Anna Achmatova, Aleksandr Blok, Vasilij Grossman, Maksim Gor'kij, Marina Cvetaeva, Michail Bulgakov, Boris Pasternak, Sergej ?jzenstejn, o venivano costretti all'esilio o indotti a un gesto fatale come Vladimir Majakovskij. Questa è la loro storia.
Trascrivere la vita intera. Lettere 1923-1975 Sostakovic Dmitrij Wilson E. (Cur.) - Il Saggiatore, 2015 - La Cultura
Dmitrij Sostakovic ebbe con la comunicazione epistolare un rapporto ossessivo e compulsivo, quasi come con la sua attività artistica. Scriveva lettere e componeva spinto da un ansioso bisogno di riempire i vuoti dell'esistenza, e ovunque nella sua musica - nelle sinfonie, nei quartetti, nelle opere vocali e per il teatro, nelle numerose colonne sonore - un'attitudine costruttivistica sembra voler celare un nucleo di interiorità tragica, che pure trapela qua e là fra le maglie della composizione e ne fonda la necessità poetica. Da questa silloge di lettere del suo vastissimo epistolario molto emerge di quel complesso mondo interiore, sempre venato di un'ironia quotidiana e un po' surreale che ricorda i racconti e i romanzi di Cechov e di Gogol'. "Trascrivere la vita intera" traccia le tappe di un'autobiografia da cui è possibile estrarre preziosi dettagli sulla formazione e sulle prime esperienze artistiche di Sostakovic, sulla gestazione e la genesi delle opere, sugli intensi rapporti affettivi e intellettuali con amici e maestri, con compositori più giovani e con allievi, oltre che con interpreti del calibro di David Ojstrach e Mstislav Rostropovic. Sono pagine attraversate dagli echi della guerra, dalle difficoltà della vita sotto il regime sovietico e dal rapporto sofferto e ambivalente del compositore con l'establishment. Introduzione di Enzo Restagno.
Sostakovic compositore d'avanguardia Vincenzi Fernando - Orthotes, 2019 - Ricercare
"Sostakovic compositore d'avanguardia" è un saggio musicologico - ricchissimo di esempi e riferimenti inediti - ma anche una profonda riflessione sull'arte. Allontanandosi dal solito e connotato immaginario che vede nel compositore russo un vecchio amareggiato, piegato dagli orrori della storia, circondato da falci e martelli o dai soldati in marcia, Fernando Vincenzi restituisce alla figura di Sostakovic i suoi naturali tratti vitali: il profondo legame con la gioventù e con l'infanzia, la capacità di indagare ciò che si annida tra le pieghe della realtà, la temeraria sperimentazione. Quel che emerge dalla poetica e dall'etica di Sostakovic è un mondo enigmatico ma infinitamente affascinante, estraneo alla norma dell'omologazione, che abbraccia l'insondato.