Stanislavskij Konstantin S Libri
Libri con argomento Stanislavskij Konstantin S Cinema, televisione e radio
Actoris studium album. Vol. 2: Eredità di Stanislavskij e attori del secolo grottesco Attisani A. (Cur.) - Edizioni Dell'orso, 2012 - Il Secolo Grottesco. Studi Sul Teatro 900
Actoris Studium (ActS) è un progetto internazionale curato dal Seminario permanente di filosofia delle arti dinamiche "Carmelo Bene" (SemperCB) che si propone di studiare l'arte dell'attore prendendo spunto soprattutto dai documenti audiovisivi. Questo "Album # 2" estende a nuovi soggetti la ricerca iniziata con il primo volume (Processo e composizione nella recitazione da Stanislavskij a Grotowski e oltre) e pone l'accento su varie e talvolta assai poco conosciute declinazioni dell'eredità di Stanislavskij. I contributi degli autori di diversa provenienza, tra i quali alcuni neolaureati dell'Università di Torino, propongono una galleria di attori e registi che hanno tracciato una via assai diversa di quella contraddistinta dal nome di Lee Strasberg e sicuramente non meno influente per il teatro e il cinema del XX secolo. La prima parte del volume fa perno sulla figura di Michail cechov attraverso testimonianze e materiali inediti. Ne emerge il magistero più autentico di Stanislavskij, quello praticato - più che elaborato teoricamente - dall'attore negli ultimi suoi anni di vita, poi sviluppato e adattato in diversi contesti. I vari capitoli sono dedicati a pratiche, insegnamenti e testimonianze che tutti gli attori di oggi e gli studiosi di quest'arte dovrebbero conoscere. Tra questi protagonisti vi sono, oltre a cechov e a uno Stanislavskij inedito, George Shdanoff e Vladimir Nemirovic-Dancenko, Harold Clurman e Stella Adler, Pavlova e il Gruppo di Praga.
Stanislavskij. Teatro e spiritualità Shevtsova Maria - Carocci, 2026 - Frecce
Chi era davvero Konstantin Stanislavskij? Dietro il maestro che ha rivoluzionato la recitazione occidentale, Maria Shevtsova rivela una figura dagli aspetti inediti, profondamente segnata dall'ortodossia cristiana, dalle suggestioni tolstoiane, da una tensione esistenziale e quasi religiosa che permea la sua intera opera. Attingendo a una grande varietà di fonti e ricostruendo con acume storico il complesso humus culturale della Russia in transizione dallo zarismo allo stalinismo, l'autrice restituisce Stanislavskij alle sue radici più autentiche e mostra come le sue pratiche sceniche - lungi dall'essere meri procedimenti tecnici - fossero invece cariche di istanze spirituali che il maestro russo incarnò tanto sul palcoscenico quanto negli studi-laboratori in cui sperimentava una nuova didattica. Ne emerge una biografia intellettuale di straordinario fascino, ma anche un affresco storico vivido e talora drammatico in cui si incrociano le vicende di altri importanti intellettuali russi quali Nemirovic-Dancenko, Sulerzickij e il grande regista Mejerchol'd. Particolare attenzione è infine prestata all'eredità di Stanislavskij nel contesto della scena internazionale contemporanea, una testimonianza di come il suo lascito continui a ispirare pratiche e poetiche lontane da ogni dogma.