Stellario D Angiolini Lucio Libri
Libri con argomento Stellario D Angiolini Lucio Architettura
La Battaglia delle idee. Il contributo di Lucio Stellario d'Angiolini all'urbanistica italiana Recalcati Stefano - Unicopli, 2010 - Dip. Progettazione Dell'architettura
Il testo indaga la figura e l'opera, poco conosciuta e spesso trascurata, dell'urbanista milanese Lucio Stellario d'Angiolini (1918-1995). Ingegnere formatosi prima alla scuola romana di Enrico Fermi e poi al Politecnico di Milano maturando interessi che spaziano dall'urbanistica all'architettura, dalle arti figurative alle scienze economiche e sociali, d'Angiolini partecipa attivamente al dibattito culturale sul destino e sul ruolo delle città che si è svolto in Italia nella seconda metà del Novecento, fornendo un contributo originale e decisivo, soprattutto attraverso il duraturo insegnamento alla Facoltà di architettura di Milano, sia per quanto riguarda le modalità di interpretazione delle trasformazioni territoriali in atto, sia per la teorizzazione di un nuovo modo di fare urbanistica come scienza sperimentale fondata sulla "prassi".
Lucio Stellario d'Angiolini. Un'altra prassi urbanistica Acuto Federico - Maggioli Editore, 2012 - Politecnica
Lucio Stellario d'Angiolini (Roma 1918 - Albano Laziale 1995), urbanista, è figura atipica e largamente trascurata dalla storiografa ufficiale. Intellettuale militante, negli anni della ricostruzione e del traumatico inurbamento della società italiana, pratica un approccio radicalmente innovativo ai problemi della pianificazione, operando come "urbanista condotto" nei Comuni dell'hinterland milanese. L'urbanistica - secondo d'Angiolini - deve trovare i suoi argomenti nella "prassi", nel farsi carico delle problematiche della società attraverso una condivisa "politica degli interventi". Si tratta di un punto di vista - un'altra urbanistica, appunto in aperta polemica con l'ancora perdurante visione del piano come momento a priori, separato dalla sua attuazione. La riflessione epistemologica finalizzata a coniugare prassi e visione macrourbanistica - entro "il galileiano metodo del ricercare sperimentante" - costituisce il momento fondamentale del suo strenuo impegno per affermare l'idea di città policentrica lombarda e del suo appassionato insegnamento nella Facoltà di Architettura di Milano. Qui, egli si fa promotore di un approccio infradisciplinare, teso a dimostrare l'inderogabilità di un "doppio scambio" tra urbanistica e architettura, stabilendo fin dagli anni '60 un fecondo e duraturo dialogo con Guido Canella.