Vallanzasca Renato Libri
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- 9791282104401 La mia vita di bandito a Milano
Malanotte. Rimpiango quasi tutto Vallanzasca Renato Palmieri Micaela - Baldini + Castoldi, 2024 - I Fenicotteri
Renato Vallanzasca è nato bandito. E, sin da bambino, la vita non gli ha fatto sconti. L'adrenalina, la voglia di vedere se sarebbe riuscito a farla franca: era questa la benzina nel motore quando assaltava banche, seminava la polizia negli inseguimenti, studiava nuovi colpi. Ha sempre amato la libertà: com'era bella la sensazione di poter fare tutto, di essere invincibile... invece, ironia della sorte, ha passato più di cinquant'anni in carcere. A volte si domanda se ne sia valsa la pena. Ha rubato. Ha ucciso. Ha perso tanti amici. Un po' come l'Innominato, sì, quello dei Promessi Sposi. Alla fine, lui un po' ce l'ha fatta a raddrizzare la propria vita. Renato non cerca redenzione, troppo spesso si è fermato in qualche bar della Mala con l'insegna Malanotte, e non gl'importa più. Tranne di una cosa. Tranne di una persona. La sua scommessa persa. Ecco perché, forse, adesso sa che non ne valeva la pena. È negli incontri con Micaela Palmieri, scrittrice e giornalista, che Vallanzasca trova l'unica forma di evasione che gli è rimasta. Insieme ripercorrono la storia della sua vita - dalle rocambolesche fughe alle sparatorie, dai rapimenti alle donne che hanno perso la testa per lui. In altre pagine, a farsi protagonista è il monologo dal carcere del detenuto Vallanzasca. Il dolore della sua vicenda emerge prepotente: le botte, i ricatti, le umiliazioni quotidiane. In questo confronto drammatico fra grandezza e abisso si avverte tutto il dissidio e la fatica di una vicenda umana e collettiva ed è potente l'esigenza del «bel René» di allontanarsi dall'immagine del bandito e portare al centro della scena la prigione e la sua non-vita. Un libro intenso e profondo che permette alla storia di un uomo di essere letta nella sua complessità.
Lettera a Renato D'agostino Antonella Vallanzasca Renato - Cosmopoli (Roma), 2007
Lettera a Renato - Cosmopoli (Roma)
La mia vita di bandito a Milano Vallanzasca Renato - Milieu - Banditi Senza Tempo
Renato Vallanzasca nell'immaginario delle vecchie e delle nuove generazioni, rimane il volto del bandito, l'emblema della vita criminale, l'icona violenta di una città e di un'epoca: la Milano degli anni Settanta. Di lui si è detto e scritto tanto, i contorni della cronaca sono spesso diventati leggenda, ed è questo uno dei motivi che lo hanno portato a guardarsi allo specchio, a frugare nella memoria. Trent'anni dopo il suo primo libro, I fiori del male (con Carlo Bonini), Vallanzasca racconta una volta per tutte la propria versione dei fatti. Ricostruisce il suo passato, senza cadere in compiacimenti, facili ipocrisie o repentine conversioni. È una storia movimentata, non priva di sorprese, che affonda le sue radici in un'infanzia ribelle, che appare come una sorta di vocazione al crimine. Una storia che continua ad affascinare generazioni diverse e che qui viene raccontata per la prima volta con la sola voce del bandito, senza intermediazioni di giornalisti. Frutto di anni di incontri in carcere con la redazione di Milieu (fino alla parentesi della pandemia), questa autobiografia ripercorre in forma definitiva tutta la storia della banda Vallanzasca e dei suoi componenti fino al 2020, arricchendola con episodi mai raccontati e rivelazioni destinate a far discutere.