Vicentini Giorgio Libri

Libri con argomento Vicentini Giorgio ARTI

Sintonie. La mia pittura e le affinità elettive con la poesia. Ediz. illustrata libro
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LIBRO   9788883366055

Sintonie. La mia pittura e le affinità elettive con la poesia. Ediz. illustrata Vicentini Giorgio  Borroni M. A. (Cur.)   -  Stampa 2009, 2022  -  La Collana Arte

"Quante volte, nella storia dell'arte, il gesto e i colori hanno incontrato parole e versi. Ci sono stati pittori poeti (Chagall) e poeti pittori (Montale), autori che hanno scritto e dipinto senza soluzione di continuità (Carlo Levi), oppure dialoghi virtuosi fra maestri di linguaggi paralleli: Baudelaire ispiratore ispirato dalle incisioni Manet o, in tempi recenti, Vittorio Sereni altra voce, altri suoni per i sogni di Enrico Della Torre. Fra tutti, Paul Klee visse in bilico fra le sue anime diverse. Artista, poeta, musicista, tormentato dall'antico dubbio sulla sua vocazione. Giorgio Vicentini, oggi, abbraccia e cita con saggezza questa lunga letteratura della poesia che sposa il segno. E viceversa. Lui, che traccia in punta di pennello lettere spettinate dal vento come onde giapponesi, conosce la sinestesia, la contaminazione fra linguaggi tesi a raccontare la medesima storia. Così le parole degli autori raccolti attorno alle sue tavole ne compenetrano il senso, l'umore, il palpito. Dove finisce la poesia e inizia la pittura in immagini come «le tinte polverose», «le scie dei guardrail», «il dorato muto del giorno», «a ridosso del verde»?" (dalla prefazione di Chiara Gatti)

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LIBRO   9788866202844

Giorgio Vicentini. Colore  -  Dalai Editore, 2011  -  Fotografia Come Linguaggio

Alla voce professione sul suo documento di identità c'è scritto pittore. E pittore Giorgio Vicentini lo è a 360° gradi. La pittura è la protagonista assoluta del suo cammino. Molti artisti avvertono la predisposizione sin da bambini, la storia ne è piena. Per lui è diverso, è un incontro casuale, intorno ai vent'anni, durante il servizio militare. Suo commilitone è un giovane pittore, che sarebbe diventato un amico e che gli presenta la pittura. La scintilla, come per l'amore tisico, scocca immediata. Giorgio, a quel tempo, studiava alla facoltà di Giurisprudenza, con un'idea romantica e un po' inconsapevole di cosa voleva fare, il criminologo. La scoperta della pittura lo cattura totalmente. In breve decide che nella vita avrebbe fatto quello. Lo comunica alla famiglia, che non gradisce, ma tollera, e inizia a sperimentare, a lavorare come un forsennato in un piccolo studio in via Cavour, a Varese. Inizia a fare qualche mostra, a vendere qualche opera, ma soprattutto fa ricerca sulla materia, sullo spazio. Gli anni Ottanta sono di grande sperimentazione sui materiali, sul senso del suo lavoro, per giungere sino al 1990, una sorta di spartiacque, che costituisce un momento di grande cambiamento per la sua vita professionale e non solo.

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