Zangrandi Giovanna Libri
Libri con argomento Zangrandi Giovanna BIOGRAFIE E STORIE VERE
Giovanna Zangrandi. Una biografia intellettuale Trevisan Myriam - Carocci , 2010 - La Ricerca Letteraria. Studi
Giovanna Zangrandi (1910-1988), laureata in chimica nel 1933, esordisce come autrice di articoli e racconti alla fine degli anni Trenta. Milita come staffetta nella Resistenza e, al termine del conflitto, si dedica all'attività di scrittura affiancando ad una modalità narrativa vicina alla tematica neorealista, trasposta in chiave di realismo locale, la scrittura di sé. Dopo "Leggende del Cadore" (1951) consegue il premio Deledda con "I Brusaz", romanzo edito da Mondadori nel 1954, ed è segnalata dai principali critici dell'epoca. Pubblica "Orsola nelle stagioni" (1957), "Il campo rosso" (1959), "I giorni veri" (1963), diario della lotta partigiana, la raccolta "Anni con Attila" (1966). Gravemente ammalata, raccoglie negli ultimi anni racconti scritti precedentemente: "Racconti partigiani", "Gente alla Palua", "Racconti partigiani e no". I materiali d'archivio riordinati e salvati da un destino di oblio - hanno permesso di ricostruire la sua biografia intellettuale e di indagare il percorso di scrittura delle opere edite ed inedite, a partire dall'idea originaria fino alla stesura consegnata all'editore.
Silenzio sotto l'erba Zangrandi Giovanna Trevisan M. (Cur.) - Nuovi Sentieri Editore, 2010
Silenzio sotto l'erba - Nuovi Sentieri Editore
La mia montagna. Diari 1952-1962 Zangrandi Giovanna Sandrini G. (Cur.) - Alba Pratalia, 2024 - Alba Pratalia
Nel 1954 i lettori italiani scoprono una nuova scrittrice: all'anagrafe è Alma Bevilacqua, ma si firma Giovanna Zangrandi, perché già nel cognome vuole dichiarare la sua scelta di essere, lei bolognese, una donna delle Dolomiti. Vive a Cortina, ma non ama il mondo del turismo; il suo cuore batte per la gente più umile del Cadore, per la casetta tra i larici e i prati che vorrebbe costruirsi a Borca, sotto l'Antelao, la montagna dove era salita durante la Resistenza e dove, finita la guerra, aveva costruito e gestito un rifugio. In questo libro la incontriamo nella sua dimensione più segreta: il diario che comincia a tenere con regolarità quando l'uscita del suo primo romanzo per Mondadori le apre la strada della letteratura. Sono pagine inedite, alle quali Anna (come si chiama semplicemente) affida i suoi amori e le sue rabbie, le sue consapevolezze e i suoi progetti, come il magico «specchio verde» che permette di leggere nel cuore degli altri. E soprattutto la sua passione per la montagna, palestra di avventura ma anche luogo di confronto con il Dio «immenso e lontano» che lei, ribelle e nemica delle religioni organizzate, percepisce con certezza nella Natura.