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Il caso Mary Bell. Storia di una bambina assassina Sereny Gitta - Beat, 2017 - Superbeat
Nel dicembre 1968 due ragazzine - Mary Bell, undici anni, e Norma Bell, tredici anni (vicine di casa, ma senza legami di parentela) - si trovano davanti al tribunale penale di Newcastle, in Inghilterra, accusate di aver strangolato Martin Brown, quattro anni, e Brian Howe, tre. Norma viene assolta. Mary Bell, la più giovane, viene riconosciuta colpevole di omicidio colposo e condannata all'ergastolo. Non ci sono dubbi sulla sua colpevolezza, ma ciò che indigna Gitta Sereny, presente al processo, è che nel corso del dibattimento nessuno si sia preoccupato di indagare sull'infanzia della bambina. Ed è proprio quello che lei stessa si ripromette di fare, quando Mary Bell, trasferita da un riformatorio a un carcere vero, e infine rimessa in libertà, accetta d'incontrarla. Passo dopo passo, gli omicidi, gli eventi che la circondano e il processo vengono sviscerati in una minuziosa ricostruzione che, attraverso menzogne, astuzie elusive, vuoti di memoria, silenzi e rimozioni, porta a svelare un passato intollerabile, un'infanzia tradita e l'inarrestabile corsa verso una tragedia annunciata.
Grida dal silenzio. Storia di una bambina Sereny Gitta - Rizzoli, 1999 - Saggi Italiani
Nel 1968 Mary Bell, undicenne di Newcastle, uccise senza motivo due bambini di quattro e tre anni, fu processata insieme a un'amica da una corte d'assise e condannata, lei sola, all'ergastolo. Gitta Sereny che aveva seguito come giornalista il caso pubblicò nel '72 un atto d'accusa contro il sistema penale inglese. A trent'anni dai fatti, ormai donna libera, Mary Bell entra in contatto con la giornalista e riguarda il suo intero passato insieme a lei. Il libro ha scatenato furiose polemiche in Inghilterra ed è estremamente attuale in considerazione dei recenti avvenimenti di cronaca che hanno visto protagonisti dei minori.
Il caso Mary Bell. Storia di una bambina assassina Sereny Gitta - Beat, 2026 - Beat. Bestseller
Nel dicembre 1968 due ragazzine, Mary Bell, undici anni, e Norma Bell, tredici - vicine di casa, ma senza legami di parentela - compaiono nell'aula del tribunale penale di Newcastle, Inghilterra, accusate di aver strangolato due bambini: Martin Brown, quattro anni, e Brian Howe, tre. Norma viene assolta. Mary, la più piccola, è riconosciuta colpevole e condannata all'ergastolo. Il crimine è accertato, ma resta nell'ombra la domanda più scomoda: da dove nasce una violenza così precoce? Tra il pubblico c'è la giornalista Gitta Sereny, da qualcuno definita «la donna che ha cercato di umanizzare i mostri», che da tempo si interroga sulla natura del male. A sconvolgerla non sono solo i delitti: la inquieta il vuoto che li precede. Nessuno sembra voler attraversare quel territorio opaco che è l'infanzia di Mary, come se indagarla significasse inficiare la chiarezza del giudizio. Eppure è lì, in quegli anni muti, che qualcosa si è incrinato. Tempo dopo, quando Mary - passata dal riformatorio al carcere e infine rimessa in libertà sotto nuova identità - accetta di incontrarla, Gitta Sereny avvia con lei un confronto lungo e doloroso. Tra reticenze, contraddizioni e confessioni improvvise, gli omicidi e il contesto familiare vengono ricostruiti in un'indagine che va oltre il sensazionalismo e oltre il "mostro" mediatico, lasciando affiorare un passato segnato da abusi, manipolazioni, incuria, tradimenti. Non un'assoluzione, ma un tentativo radicale di comprendere: Sereny - celebre per le indagini sugli orrori della Germania nazista, culminate nella memorabile opera su Albert Speer - scava nel punto cieco dove la responsabilità individuale incontra il fallimento collettivo. Ne nasce un libro che si legge come un true crime, capace però di restituire umanità a una vicenda guardata troppo a lungo con morbosa curiosità.