Bibi Asia Libri
Libri con argomento Bibi Asia
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Finalmente libera! Bibi Asia Tollet Anne-Isabelle - Ts - Terra Santa, 2020 - Testimoni
14 giugno 2009. Asia Bibi è una contadina pakistana di fede cattolica, sposata e madre di due figlie. Quel giorno è impegnata nella raccolta di bacche insieme ad altre lavoratrici. Scoppia un diverbio con alcune donne di religione musulmana che la accusano di aver contaminato il recipiente per attingere acqua al pozzo. In quanto cristiana, non avrebbe dovuto usare lo stesso bicchiere: lei è haram, impura. Il 19 giugno, le donne denunciano Asia alle autorità sostenendo che, durante la discussione, avrebbe offeso il profeta Maometto. Nonostante contro di lei non ci sia nessuna prova, viene condotta nel carcere di Sheikhupura. Condannata a morte per aver rifiutato di convertirsi all'islam, in seguito alle pressioni internazionali la sentenza viene sospesa, ma Asia dovrà comunque passare nove anni in prigione, tra sofferenze e privazioni. Definitivamente assolta,oggi ha lasciato il Pakistan e vive in Canada con la famiglia. Questo libro-testimonianza è il racconto della sua vicenda, diventata il simbolo delle aberrazioni dell'estremismo religioso.
Blasfema. Condannata a morte per un sorso d'acqua Bibi Asia Tollet Anne-Isabelle - Mondadori, 2011 - Ingrandimenti
Asia Bibi vive con il marito Ashiq e i cinque figli in un piccolo villaggio del Punjab, una regione del Pakistan orientale. È analfabeta, ma determinata a garantire ai suoi figli un futuro migliore, permettendo loro di studiare. Per questo, insieme al marito accetta di svolgere lavori umili e pesanti, E proprio mentre fatica con altre donne, stanca e assetata, Asia raggiunge il pozzo vicino, vi cala il secchio e riempie un bicchiere, dal quale beve a grandi sorsi un po' d'acqua fresca. Ma, inaspettatamente, quel gesto banale scatena l'ira delle sue compagne: lei, cristiana, ha osato contaminare l'acqua che spetta di diritto alle donne musulmane. Nel litigio che si scatena, d'improvviso esplode un insulto: "Blasfema!". In Pakistan, un'accusa simile significa morte certa e il destino di Asia è segnato. Il 14 giugno 2009 la donna viene incarcerata e, nel giro di un mese, un tribunale la condanna all'impiccagione per aver offeso il profeta Maometto. La sua vicenda diviene presto di interesse pubblico: alcuni ministri e politici pakistani si impegnano per farle ottenere la grazia ma pagano con la vita il loro tentativo, assassinati da estremisti islamici, mentre papa Benedetto XVI lancia un appello per la sua liberazione. In questi terribili due anni Asia progressivamente acquisisce una consapevolezza nuova, perché si rende conto di essere ormai un simbolo per tutti coloro che in Pakistan e nel mondo intero lottano contro la violenza esercitata in nome della religione.