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La libertà di stampa è tutto. Mario Borsa, cinquant'anni di giornalismo democratico De Nicola Alessandra - Rubbettino, 2016 - Università
Mario Borsa è stato scrittore, saggista e pubblicista di indiscussa capacità tecnica e stilistica. Per oltre venticinque anni fu un esponente di riferimento del "Secolo" di Milano, il principale quotidiano della democrazia italiana. Uomo dalla tempra ancora risorgimentale ebbe idee liberaldemocratiche: fu antimperialista, anti-triplicista e tra gli artefici dell'intervento nella Grande guerra. Nel primo dopoguerra, subendo "Il Secolo" la lenta penetrazione delle forze capitalistiche e l'inesorabile fascistizzazione, Borsa venne esautorato e fu costretto a dimettersi, ma poté testimoniare i momenti cruciali dell'instaurazione della dittatura attraverso le colonne del "Times" di Londra, di cui divenne corrispondente da Milano. Antifascista della prima ora, collaborò alle maggiori iniziative dell'opposizione legalitaria e clandestina. Strenuo assertore dell'indipendenza professionale, ispirò l'ultimo congresso libero della Federazione Nazionale della Stampa Italiana e nel 1924 pubblicò Libertà di Stampa, pamphlet storico-politico contrario all'abolizione della libertà di espressione. Sorvegliato, diffidato, incarcerato: rappresentò una spina nel fianco del Regime tanto da essere internato nel 1940 per le sue idee che lo rendevano un "Italiano pericoloso". All'indomani della Liberazione, il prestigio e l'integrità mostrati nel corso della lunga carriera, ne fecero il candidato ideale alla direzione del "Corriere della Sera".
Il volo di Mario Borsalino, il sogno di Tobia Oddo. 30° anniversario 1996-2026 biblioteca civica Mario Borsalino - Sabatelli, 2026
Trent'anni fa la nascita della Biblioteca Civica "Mario Borsalino" non fu soltanto l'inaugurazione di un nuovo servizio pubblico, ma l'affermazione di un principio: l'idea che una comunità, per definirsi tale, debba avere un luogo condiviso dove la cultura sia di casa e il sapere alla portata di tutti. Questa realtà affonda le sue radici nella lungimiranza di Tobia Oddo. Fu lui a volere questo spazio con una determinazione incrollabile, vedendo nella biblioteca non un semplice deposito di libri, ma un presidio di civiltà per Tovo San Giacomo.